Gasdotto Poseidon, arrivano le perplessità di Assobalneari Salento sull’opera

Il gruppo degli imprenditori balneari locali si dice sorpreso dalla concessione quarantennale riconosciuta alla società Edison e chiede di capire le caratteristiche degli accordi discussi. E si fanno paragoni col caso erosione

Costa otrantina (repertorio)

OTRANTO - Assobalneari Salento FederBalneari esprime perplessità sulla concessione quarantennale riconosciuta, stando alle notizie di stampa, alla società Igi Poseidon titolare di un progetto di gasdotto tra Grecia e Italia: “Tutte le imprese balneari stanno lottando per ottenere deroghe e concessioni utili a mantenere vive le proprie attività – commenta Mauro Della Valle, presidente Assobalneari Salento FederBalneari – per cui ci lascia senza parole la notizia diffusa da Edison e riguardante la firma dell’atto tra Igi Poseidon Sa presso gli Uffici della Capitaneria di Porto di Gallipoli. Si tratterebbe di un’autorizzazione che concede per ben 40 anni l’area demaniale necessaria alla realizzazione dell’approdo nel Comune di Otranto”.

Per Assobalneari, “la complicità all’occupazione del demanio marittimo poi della regione Puglia è alquanto offensiva, giacché in pochi anni ha coadiuvato alle autorizzazioni. È assurdo che per i numerosi imprenditori balneari vi sono atti e sentenze del Tar che, in assenza di piano regionale delle coste, non si possono assegnare nuove concessioni e nemmeno variare le esistenti”.

“Edison dichiara completato l’iter autorizzativo in territorio italiano. Ci sembra quindi legittimo il desiderio di capire le caratteristiche degli accordi discussi in questi anni con la multinazionale – prosegue Della Valle - conoscere l’ammontare di eventuali royalty, compensazioni monetarie,  riconosciute  al Comune di Otranto e sapere qual è la posizione dell’amministrazione in merito al progetto, di cui si conoscono pochi dettagli e che collide con la situazione d’emergenza vissuta dai balneari quotidianamente”.

“A poca distanza dallo stesso tratto di costa su cui Poseidon – insiste Della Valle - intenderebbe individuare l’approdo, ci sono imprenditori costretti a intervenire con risorse proprie per arginare il problema dell’erosione. Come ad Alimini e a Frassanito, dove importanti stabilimenti, il Giro di Boa Beach, per esempio rischiano di dover rinunciare alla stazione estiva 2013. Gli stessi imprenditori sono impegnati a lottare sul fronte europeo per ottenere una piccola proroga delle concessioni demaniali, che non riguardano progetti faraonici ma solo dei banalissimi ombrelloni a servizio di bagnanti e turisti”.

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