Mercoledì, 4 Agosto 2021
Economia

Gasdotto, sì di Confindustria Lecce. Regione sempre più perplessa

Per il presidente dell'associazione delle imprese il costo dell'energia si abbasserà del 30 per cento e Tap ha garantito la massima trasparenza nelle procedure. Il 27 dicembre, a Lecce, l'atteso incontro tra governo, comunità locali e azienda

Il primo da sinistra è il presidente Piernicola Leone de Castris.

LECCE – Confidustria Lecce si schiera a favore del progetto di gasdotto Tap, che prevede l’approdo a San Foca, mentre la Regione Puglia – la cui valutazione di impatto ambientale è obbligatoria, ma non vincolante - appare molto meno propensa a dire sì all’opera.

A spiegare le ragioni della posizione dell’associazione delle imprese è lo stesso presidente, Pernicola Leone de Castris, attraverso una nota: “Con la partecipazione del ministro degli esteri Emma Bonino in Azerbaijan, nella giornata in cui il consorzio produttore delle risorse di gas ha confermato la decisione definitiva di investimento sul progetto, Confindustria Lecce auspica che si ponga fine alle polemiche per discutere con serenità di un’opera fondamentale dal punto di vista dell’economia e dello sviluppo, poiché in un Paese in cui scarseggiano le materie prime ed i costi energetici rappresentano un ostacolo per imprese e privati,  diversificare le fonti di approvvigionamento, fa crescere la concorrenza nel mercato energetico con evidenti benefici in termine di riduzione dei costi per aziende e cittadini”.

Confindustria, che sulla questione ha già detto la sua quando è stata convocata in Regione Puglia, è anche certa che la realizzazione dell’opera possa portare ad un abbassamento dei costi del gas: “C’è da considerare infatti che il gasdotto, elevato a progetto di interesse strategico per il governo italiano e per l’Unione Europea, per quanto concerne la politica energetica nazionale e comunitaria, consentirà un allineamento ai costi energetici d’oltralpe che oggi si attestano a meno 30 per cento rispetto a quelli nazionali”.

Nonostante il vortice di polemiche sul gasdotto, il presidente di Confidustria riconosce a Tap la massima trasparenza nell’illustrare a chi lo abbia richiesto le diverse fasi progettuali e nel chiarire l’impatto ambientale; ha osservato gli iter normativi ed ha espresso massime rassicurazioni rispetto alla sicurezza del gasdotto. E’ chiaro che il coinvolgimento delle comunità locali, peraltro sempre cercato da Tap, è prioritario per far comprendere l’importanza dell’opera e per liberare da qualunque dubbio o perplessità rispetto alla realizzazione della stessa, alla salvaguardia della natura e del paesaggio”.

“Confindustria Lecce pertanto – si legge nell’ultima parte del comunicato – auspica che intorno al progetto si possa creare una responsabile condivisione e che lo stesso possa assolvere da un lato al ruolo di opera strategica per la diversificazione delle fonti energetiche e dall’altro possa incidere positivamente sullo sviluppo economico, produttivo e sociale locale”.

E’ chiaro quindi che, dopo il via libera del Parlamento al Trattato trilaterale con Grecia e Albania e dopo la decisione finale di investimento del consorzio e la conseguente “resolution to costruction” da parte degli azionisti di Tap, anche sul territorio iniziano ad emergere con chiarezza le posizioni degli attori direttamente o indirettamente coinvolti. Il 27 dicembre, presso la sede universitaria di via Calasso, ci sarà il secondo incontro organizzato dalla Regione Puglia: protagonisti il governo, le comunità locali e l’azienda.

E la massima istituzione pugliese appare sempre più critica rispetto alla fattibilità del gasdotto. Nella presentazione dell’incontro del 27, infatti, si pongono in premessa delle perplessità. Alcune riguardano la questione della domanda di metano nei prossimi decenni, altre le carenze di elaborati riscontrate nella documentazione ufficiale fino ad oggi presentata ed altre ancora l’incoerenza dell’opera con le strategie di sviluppo intraprese dalle comunità locali e sostenute dalla Regione.

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