Martedì, 27 Luglio 2021
Economia

Gli imprenditori chiedono finanziamenti ma il credito volta loro le spalle

Il comparto dei servizi è quello a cui le banche chiudono le porte con più frequenza. Di prestiti alle imprese manco a parlarne. Che in provincia di Lecce segnano un calo dell'1,19 per cento, in soldoni, meno 24 milioni di euro

LECCE -  Il comparto dei servizi è quello a cui le banche chiudono le porte con più frequenza. Di prestiti alle imprese manco a parlarne. Gli imprenditori chiedono ma il credito volta loro le spalle. E allora in provincia di Lecce proprio i servizi segnano un calo dell’1,19 per cento, in soldoni, meno 24 milioni di euro. Ma no sta certo meglio in fatto di richieste di finanziamenti il settore delle costruzioni, che scendono dello 0,20 per cento, meno due milioni di euro, come il manifatturiero dello 0,60 per cento, meno cinque milioni.

Il trend in negativo lo rivela l’Osservatorio economico - Faro sul credito di Confartigianato Imprese Lecce, che ha analizzato i dati della Banca d’Italia per monitorare l’andamento dei finanziamenti erogati alle aziende. In particolare, in provincia di Lecce, nel mese di marzo, il credito è sceso dello 0,76 per cento rispetto al mese precedente: da tre miliardi e 996 milioni di euro concessi a febbraio si passa a tre miliardi, 965 milioni e mezzo. La variazione negativa è di trenta milioni e mezzo.

Guardando ai settori, il comparto dei servizi è quello più colpito: meno 1,19 per cento (meno 24 milioni). I finanziamenti al settore delle costruzioni scendono dello 0,20 per cento (meno due milioni). Il manifatturiero dello 0,60 per cento (meno cinque milioni). La fetta più cospicua dei finanziamenti (due miliardi e 724 milioni) è andata alle imprese con più di venti addetti, che registrano, però, una contrazione dello 0,88 per cento rispetto a febbraio; mentre la restante parte dei prestiti (un miliardo e 241 milioni) va a quelle più piccole, anche queste in calo dello 0,50.

Confrontando questi valori su base trimestrale (dicembre 2011-marzo 2012), i finanziamenti sono tutti in diminuzione, ad eccezione delle micro e piccole imprese (+0,81 per cento). Gli impieghi a fine anno ammontavano a tre miliardi e 984 milioni. Si tratta di prestiti cosiddetti “vivi”, cioè finanziamenti al netto delle sofferenze e delle operazioni di pronto contro termine. “Questi numeri - spiega Mario Vadrucci, segretario generale di Confartigianato Imprese Lecce - dimostrano, ancora una volta, le grosse difficoltà nell’accesso al credito. Negli ultimi mesi - sottolinea - si è accentuato il fenomeno del credit crunch (stretta creditizia, ndr). Per giunta, l’incremento dei tassi sul mercato dei titoli di stato ha contagiato il mercato del credito al sistema produttivo: a dicembre, il tasso effettivo medio pagato dalle imprese era del 5,97 per cento. Uno dei più alti - conclude - tra quelli dei maggiori paesi dell’Area Euro”.

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