Economia

I ricorrenti rispondono a Cariddi su tassa di soggiorno

Confindustria Lecce ed Assoturismo Confesercenti predicano cautela dopo il respingimento della richiesta di sospensiva del Tar e criticano il sindaco di Otranto: "Balzello per fare cassa coi turisti"

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LECCE - La guerra sulla tassa di soggiorno ad Otranto è praticamente solo all'inizio. È questo il segnale che arriva all'indomani di una prima espressione del Tar di Lecce (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=28845 ), che ha respinto la richiesta di sospensiva immediata del balzello, non scorgendo elementi di urgenza, ma che ha rimandato a settembre la discussione, che, a questo punto, dovrebbe vertere principalmente sul merito. Ma, al di là dei commenti più o meno cauti delle parti o di un maggiore ottimismo espresso dal comune di Otranto, che sente di aver segnato un punto a proprio favore, lo scontro mediatico si gioca sulle posizioni dei concorrenti. E alle dichiarazioni di ieri di Cariddi (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=28834 ), oggi arrivano le repliche di Confindustria ed Assoturismo Confesercenti.

In merito alla decisione del Tar, Confindustria Lecce, attraverso il presidente Piernicola Leone De Castris, respinge ogni strumentalizzazione politica: "Come associazione - afferma - diversamente da altri, siamo sempre stati equilibrati ed equidistanti nel prendere posizioni. Anche questa volta, l'iniziativa del ricorso avverso la tassa di soggiorno imposta dal Comune di Otranto, rientra in una normale attività di difesa e rappresentanza degli interessi legittimi degli operatori e del territorio. Restiamo dunque in attesa di quanto disporrà la Camera di Consiglio a settembre, visto che il giudice, che ha respinto la richiesta di misura cautelare, ha contestualmente sottolineato la necessità di entrare nel merito della questione".

Andrea Montinari, presidente della Sezione Turismo, si dice stupito dal modo in cui il consiglio comunale di Otranto abbia "imposto la tassa di soggiorno", ossia "senza coinvolgere tutte le associazioni di categoria nella decisione, così come previsto dal decreto", "senza verificare il ventaglio delle possibili alternative alla tassa" e "senza prevedere la specifica destinazione della stessa": "A stagione in corso ed a prenotazioni già avvenute - afferma -, con i contratti chiusi con i tour operator, non è pensabile inserire un nuovo onere a carico di chi ha deciso di soggiornare nelle strutture o, come molto probabilmente succederà, a carico degli stessi operatori che ne sopporteranno il costo pur di non far ricadere la spesa sui clienti. Sicché, la tassa di soggiorno va a colpire esclusivamente, anche se in forma indiretta, solo gli operatori dell'accoglienza".

Secondo Montinari, invece, di contribuire a correggere le carenze del mercato, sembra che l'ente locale voglia aggravarle. Confindustria Lecce registra, infatti, che le difficoltà ci sono e sono tante: "Gli operatori stanno fronteggiando l'emergenza - dice ancora - mentre da tempo, come associazione, siamo fermi assertori della concertazione e della programmazione. È l'ennesima occasione perduta per trasformare il 'fare sistema' in qualcosa di concreto".

"Per troppo tempo - prosegue Montinari - il nostro territorio ha fatto turismo in modo improvvisato. I dati in crescita oggi sono per lo più il frutto degli sforzi dei singoli piuttosto che di un ragionato progetto integrato di sviluppo turistico. Gli effetti della tassa di soggiorno sulle prenotazioni si percepiranno a pieno solo dal prossimo anno. Il rischio, serio, è che si vedano vanificati sacrifici ed investimenti degli operatori che, ogni anno, si attrezzano per offrire i servizi migliori a vantaggio di un Salento maggiormente appetibile e competitivo rispetto ad altre località turistiche".

"La tassa di soggiorno - conclude -, poi, rende alquanto difficile per gli operatori pensare ad una possibile revisione delle tariffe, che nel Salento sono ferme da circa tre anni, con l'obiettivo di qualificare ancora di più l'offerta. In un territorio che si propone come meta turistica 360 giorni l'anno non è pensabile che si ragioni ancora spinti dall'urgenza di cassa del momento".

Anche Massimo Rota, presidente regionale di Assoturismo Confesercenti, replica al sindaco di Otranto, evidenziando come la tassa di soggiorno sia "un balzello sul turismo solo per fare cassa": "Pensa veramente - si chiede riferendosi al sindaco Cariddi - che la maggior parte dei turisti stiano accettando tale imposta a fronte di una Otranto Card che offre l'unico vantaggio di qualche convezione e sconto ancora una volta a carico delle poche imprese, che vi hanno aderito e non già di questa amministrazione? Crede veramente che gli 'operatori stiano riscontrando positivamente l'avvio di questa nuova esperienza (un'imposta che diviene esperienza!?!)' che consiste praticamente in una serie di incombenze di carattere amministrativo e procedurale introdotte a stagione inoltrata?".

Per Rota, l'affermazione di Cariddi sul fatto che il ricorso sia un'iniziativa prettamente politica sembra essere "l'unica giustificazione all'introduzione di questa odiosa tassa": "Si svela l'arcano - precisa -, quando lo stesso sindaco afferma di non aver voluto ricorrere ad un incremento del 50% della Tarsu a danno dei suoi cittadini. Ecco quindi la vera motivazione dell'introduzione di questo balzello: non riuscendo a far quadrare i conti, per fare cassa si sceglie di vessare turisti e imprese, rischiando di infliggere un duro colpo alle prospettive di tenuta del settore".

Quanto a Federalberghi Lecce, Rota sottolinea l'evidenza della posizione in controtendenza con le indicazioni che dalla stessa associazione arrivano a livello regionale e nazionale: "Questa sì che è coerenza - commenta Rota -, così si strumentalizza una associazione agli interessi della politica". Il riferimento piuttosto esplicito sarebbe al presidente De Santis, suocero di un assessore della giunta Cariddi.

Per quanto riguarda, infine, il confronto istituzionale con il Comune di Otranto, Rota richiama il sindaco ad un rapporto basato su criteri di correttezza e rispetto reciproco, in modo particolare con i rappresentanti delle associazioni di categoria: "La nostra unica politica - conclude Rota - è fare gli interessi degli operatori e della comunità per assicurare al territorio un corretto sviluppo del turismo. Aspettando che la magistratura amministrativa si pronunci sulla legittimità dell'introduzione di questa imposta, consiglierei al sindaco di Otranto di essere più cauto e rispettoso degli operatori turistici e delle loro associazioni di categoria, proprio coloro che quotidianamente lavorano per elevare gli standard dell'industria dell'accoglienza a Otranto, esponendosi in prima persona nell'interesse della comunità".

"Irresponsabili, semmai - puntualizza -, sono coloro che dai palchi della politica cercano il facile consenso piuttosto che operare scelte coraggiose e lungimiranti. L'imposta di soggiorno così come è stata applicata, lo ribadisco, è un cappio al collo al turismo".

Tensione tra Godelli ed Anci Puglia su tassa soggiorno
La tensione sul tema della tassa di soggiorno, introdotta ad Otranto, non si ferma solo agli attriti tra le parti in causa nella vicenda del ricorso al Tar, ma si sposta anche sui tavoli istituzionali. Silvia Godelli, assessore al Mediterraneo e al Turismo della Regione Puglia, infatti, in una propria nota chiede al governo nazionale di intervenire per evitare l'applicazione "confusa" ed "incontrollata" dell'imposta di soggiorno, in una regione, dove il balzello rischierebbe di assestare un "duro colpo" ad un settore "che resiste alla crisi e si impegna per rilanciarsi".

Dall'incontro svoltosi a Bari, presso la sede dell'ente regionale, è emersa questa indicazione da parte dell'assessore competente, alla presenza del presidente Anci Puglia, Luigi Perrone, al direttore di Confcommercio, Giuseppe Chiarelli, al responsabile dell'area turismo di Confindustria, Vittorio Andidero, al presidente di Assoturismo Confesercenti, Massimo Rota, del vice presidente della Federalberghi, Francesco De Carlo.

Secondo quanto sottolineato dalla Godelli, alcuni comuni, infatti, avrebbero dato il via alla redazione di regolamenti senza tener conto delle finalità di scopo dell'imposta stessa, privilegiando l'unico obiettivo di fare cassa per sopperire ai tagli alla finanza locale. L'assessore chiede l'applicazione di un regolamento certo, con chiarezza sulla destinazione del gettito raccolto esclusivamente a fini di miglioramento dei servizi turistici. La grave carenza otrantina su cui puntano i ricorrenti per spuntarla nel ricorso sarebbe la mancata informazione sugli obiettivi a cui destinare le somme raccolte dall'imposta.

Ma, in merito alle dichiarazioni della Godelli, l'Anci Puglia si dissocia, "in quanto non ne condivide il contenuto". Nella persona del presidente Perrone, nel corso dell' incontro con la Regione e con le imprese degli albergatori, l'Anci ha preso atto delle difficoltà legate alla immediata entrata in vigore del tributo ed ha assunto l'impegno a trasferirle ai comuni, incontrando subito i sindaci delle località turistiche per concordare insieme una posizione unitaria, come sempre responsabile e condivisa.

Inoltre l'associazione dei comuni pugliesi ha convocato per martedì 19 luglio un comitato direttivo Anci monotematico sulla tassa di soggiorno: "Siamo meravigliati dal metodo adottato dall'assessore Godelli - ha dichiarato il presidente Perrone - la polemica gratuita non giova a nessuno. L'Anci nazionale ha sollecitato il governo ad emettere il regolamento attuativo entro il termine previsto nelle sedi opportune. La tassa di soggiorno è una tassa di scopo e i comuni lo sanno benissimo, lungi dai comuni fare cassa con questa imposta".


"Il turismo - chiarisce Perrone - è il futuro della nostra economia, il motore dello sviluppo della nostra regione e gli enti locali sono in prima linea per sostenerlo. Ribadiamo la nostra disponibilità ad aprire subito un tavolo tecnico con Regione e albergatori, dove porteremo la posizione congiunta dei comuni pugliesi, relativamente all'entrata in vigore, alla delibera e al regolamento da adottare, ai livelli e alla destinazione dell'imposta".

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