Il turismo al tempo del Covid: l’anno zero del settore

"Abbiamo la possibilità, in questo momento di stallo e di incertezza, di impostare un lavoro di programmazione che apra nuove prospettive e ci impegni a strutturare una visione di lungo termine, che ponga la persona al centro e che doti le amministrazioni locali dell’indispensabile piano strategico di sviluppo del territorio"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

“La crisi sanitaria sta avendo ripercussioni drammatiche su tutto il comparto del turismo e della cultura, che sono i sistemi economici più colpiti. In questa fase, possiamo sostenere la ripresa ripensando le politiche turistiche, rilanciando e promuovendo il turismo. Lo sviluppo del Paese passa necessariamente dalla ripresa dei suoi territori.... le relazioni fra beni culturali e ambientali, offerta turistica e sistema produttivo assumono un particolare valore e contribuiscono a migliorare i prodotti e a rafforzare la capacità competitiva sia dei prodotti che dei territori...”.

Risuonano come musica dopo un lungo tempo di assordante silenzio le parole del Presidente della Provincia Stefano Minerva durante l’audizione promossa dalla Commissione industria e turismo del Senato sui sistemi di sostegno e di promozione dei servizi turistici e le filiere produttive associate alla valorizzazione del territorio, una musica che noi professionisti e imprenditori del settore attendevamo con trepidazione. Dobbiamo considerare l’attuale situazione del settore come anno zero. Abbiamo la possibilità, in questo momento di stallo e di incertezza, di impostare un lavoro di programmazione che apra nuove prospettive e ci impegni a strutturare una visione di lungo termine, che ponga la persona al centro e che doti le amministrazioni locali dell’indispensabile piano strategico di sviluppo del territorio.

Fondamentale e decisivo, per il lancio (o rilancio) di una destinazione è oggi l’utilizzo dello strumento del marketing territoriale; strategia questa totalmente diversa da quella semplice ed ormai improduttiva del marketing turistico oggi adottato dalle amministrazioni locali che, non avendo visione di prospettiva, considerano il luogo alla stregua di un qualsiasi prodotto commerciale da banco, ignorano l’importanza della programmazione e si occupano esclusivamente di piccoli eventi a breve scadenza lasciandosi sfuggire appuntamenti di rilevanza nazionale. Tutto ciò incoscienti dell’impossibilità di sviluppo del settore senza la completa collaborazione di tutte le forze sociali coinvolte, cittadini in primis. Il turismo è ormai intimamente connesso con i problemi dello sviluppo sostenibile, secondo il quale ambiente, economia e società sono ormai inestricabilmente collegati; e per un turismo pianificato e sostenibile occorre un'azione collettiva, che coinvolga tutti i soggetti presenti sul territorio, convogliando energie e capacità con un'attenta ripartizione dei compiti e delle responsabilità.

Tale pianificazione turistica, e in primo luogo la proposizione e il marketing di un determinato territorio, servono proprio a creare quel posto, mettendone in luce l'unicità, il senso del luogo, un'identità diversa da quelle dei concorrenti, caratteristiche proprie delle destinazioni di successo e uniche chiavi di accesso al momento del go to market. C’è necessità di un efficace processo di Destination Management, che da un lato analizzi, definisca e gestisca i fattori di attrattiva e le differenti componenti imprenditoriali del sistema locale: dall’altro possa organizzare tutti questi elementi in proposte di offerta in grado di intercettare la domanda di mercato in maniera competitiva e adeguata alla capacità del territorio e non più lasciata al caso, o peggio ancora, all’improvvisazione.

Collaborazione e coordinamento hanno da sempre prodotto risultati di eccellenza per il settore del turismo (laddove siano stati applicati), oggi come non mai faranno la differenza tra il vecchio ed il nuovo, tra l’obsoleto e l’innovativo, tra implemento in termini di qualità, di presenze, di economia, e lo stallo, se non addirittura la lenta regressione. In questo preciso momento storico (che tra l’altro registra l’insediamento in ruoli chiave di figure di altissimo livello culturale), si presentano per il nostro territorio regionale tutte le premesse per creare sinergie importanti che coinvolgano la filiera del settore in modo omogeneo, che smantellino storicizzate posizioni individualistiche, che strutturino una solida e positiva collaborazione tra i settori chiave dell’offerta integrata e che finalmente producano programmazione e progettualità a lungo termine. Non possiamo farcele sfuggire.

Pierfrancesco Chirizzi Responsabile del tavolo turismo di Civica.

Torna su
LeccePrima è in caricamento