In estate quasi duecento nuove imprese nel Salento, ma crolla l'artigianato

E’ positivo il bilancio demografico del trimestre estivo appena trascorso: 184 in più sono le imprese nate, con un tasso di crescita dello 0,26 per cento. Ma la Camera di commercio rileva anche come si registri una contemporanea flessione dello 0,86 per cento rispetto al 30 settembre del 2013

Panoramica di Lecce.

LECCE – E’ positivo il bilancio demografico del trimestre estivo appena trascorso: 184 in più sono le imprese nate, con un tasso di crescita dello 0,26 per cento, in linea con il dato nazionale che si attesta sullo 0,27 per cento, ma anche leggermente superiore rispetto a quello pugliese (0,22 per cento). Lo rivela uno studio della Camera di commercio di Lecce, che oggi ha divulgato i dati.

E’ però un dato positivo solo a metà. Stando a quanto evidenziato, infatti, le iscrizioni tra luglio e settembre sono state 1.059 a fronte di 875 cancellazioni. Questo significa che oggi esistono 71mila e 892 imprese, e che, dunque, si registra una flessione dello 0,86 per cento rispetto al 30 settembre del 2013.

L’aspetto sul quale si focalizzato lo studio della Camera di commercio è comunque il dato che vede un Salento registrare comunque la miglior performance in Puglia (43esima posizione in ambito nazionale), seguita da Foggia, con una crescita dello 0,25 per cento e un saldo di 180 imprese, Bari +0,24 per cento e 362 aziende, Brindisi con 66 imprese in più e un  tasso di sviluppo dello 0,18 per cento e, infine, Taranto con un saldo di 44 imprese e un tasso di crescita dello 0,09 per cento.

Lo studio, per il momento, non può comunque svolgere un’analisi di crescita o decrescita dei singoli settori. Ben 338 nuove imprese iscrittesi nel trimestre sono ancora “non classificate”. Sono prive, cioè, di un codice che ne identifichi il settore d’appartenenza: l’iter amministrativo dell’avvio concreto dell’attività economica non si è concluso.

E’ possibile però analizzare la variazione dello stock delle imprese rispetto al 30 settembre dello scorso anno. Come anticipato, dunque, si evidenzia una diminuzione delle imprese salentine dello 0,86 per cento.

Le contrazioni più consistenti toccano l’agricoltura (-6,35 per cento in un anno) e le attività manifatturiere (-3,18 per cento). Crescono invece le imprese che forniscono energia elettrica e gas. In un anno sono ascese del 26,52 per cento, passando da 130 unità alle attuali 146. Una buona performance registra il settore della sanità e assistenza sociale con un positivo del 10,22 per cento (le imprese sono passate da 509 a 561). Cala invece l’edilizia registra (– 2,33 per cento), il numero delle aziende del commercio è sostanzialmente stabile (+0,46 per cento), le attività di servizi di alloggio e ristorazione sono cresciute su base annua del 4,72 per cento.

Sotto l’aspetto delle forme giuridiche, spopolano le società di capitali. Da sole determinano il 75 per cento del saldo complessivo, con un tasso di crescita dell’1,07 per cento, di ben quattro volte superiore a quello di crescita provinciale (0,26 per cento). Le imprese individuali, che rappresentano il 67 per cento del totale di quelle salentine, crescono poco in termini assoluti (hanno inciso solo per il 22,28 per cento del saldo) e riducono il loro peso complessivo sullo stock in modo graduale, cioè in misura modesta ma continua.

Le società di persone, registrano l’unica variazione negativa – 0,24 per cento, pari a meno 19 unità tra luglio e settembre. Positivo il risultato delle “altre forme” societarie con un tasso di crescita dell’1,45 per cento, che però hanno un peso modesto sul totale (3,9 per cento).

Le imprese artigiane chiudono invece il trimestre in rosso, con 51 unità in meno e un tasso di crescita pari a – 0,27 per cento. Al 30 settembre sono 18mila e 633, diminuite sia rispetto il secondo trimestre 2014 (18mila e 693), sia a un anno addietro (19mila e 191 al 30 settembre 2013).

Le iscrizioni registrate tra luglio e settembre sono state 224 a fronte di 275 cancellazioni. Tra le province pugliesi, tutte in rosso, Lecce ha registrato il peggior risultato, Taranto con – 6 (-0,08 per cento) ha registrato la “miglior” performance, segue Brindisi con un saldo negativo di 12 imprese (-0,16 per cento), Foggia - 23 (-0,23 per cento) e Bari -81 (-0,27 per cento).

Il saldo negativo delle imprese artigiane si distribuisce essenzialmente sul comparto delle costruzioni, che registra tra luglio e settembre una perdita di 35 aziende  (-0,48 per cento), il settore manifatturiero che ne perde 11 (-0,25 per cento) e le imprese di servizi alle persone che registrano  la chiusura di 9 attività (-0,31 per cento).

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