Giovedì, 17 Giugno 2021
Economia

Scontro in Alcar sui tagli agli stipendi. Metalmeccanici all’attacco

Inconciliabili le posizioni di azienda e sindacati: “Inaccettabile aut aut per i 350 lavoratori di Lecce che non possono sopportare ulteriori sacrifici sul salario”

LECCE - Si è concluso l’incontro, tenuto presso l’hotel Hilton di Fiumicino, tra le organizzazioni sindacali ed i rappresentanti di Alcar srl e Alcar Industria srl, aziende operanti nel settore della meccanica industriale.

All’incontro erano presenti gli amministratori delegati e le rappresentanze sindacali unitarie di Vaie (Torino) e Lecce, insieme alle segreterie di Fim Cisl e Fiom Cgil della provincia di Torino e le segreterie di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil della provincia di Lecce. L’incontro era finalizzato a discutere un eventuale accordo sindacale in favore dei siti di Lecce e Vaie, al fine di condizionare l’affitto di ramo d’azienda di Alcar srl da parte di Alcar Industria srl, ma le posizioni dell’azienda e dei sindacati sono risultati inconciliabili.

L’azienda ha infatti proposto di ridurre il costo del lavoro mediante il taglio dei superminimi e degli scatti di anzianità a tutti i dipendenti (500 in totale, di cui 350 solo a Lecce), per un risparmio complessivo di poco più di un milione di euro all’anno. Le organizzazioni sindacali hanno seccamente rifiutato questa proposta a loro avviso “pretestuosa”: “E’ inammissibile che un’azienda, che vanta fatturati di diverse decine di milioni di euro all’anno, possa poi chiedere che si risparmi poco meno di 50 mila euro al mese e proprio sul costo del lavoro”. “Non si può ancora una volta chiedere ai lavoratori di rinunciare a pezzi del proprio salario – denunciano le segreterie leccesi - . I dipendenti Alcar, per sostenere il progetto industriale dell’azienda, hanno già fatto dei sacrifici rinunciando all’integrativo aziendale, sia nel 2015 che 2016, consentendo così un risparmio di oltre 800mila euro l’anno”.

Le organizzazione sindacali ritengono che questa strada non sia percorribile e che sia piuttosto necessario realizzare investimenti seri sulle linee di produzione per migliorare l’organizzazione del lavoro e rendere più efficiente la produzione industriale. Da parte dell’azienda però, ad oggi, non c’è stata alcuna apertura. Tutt’altro: “Alcar ha assunto un atteggiamento di chiusura arrivando addirittura a minacciare il ritiro dell’offerta di affitto del ramo di azienda al tribunale, ponendo i lavoratori davanti a un aut aut inaccettabile”, spiegano i sindacalisti.

Fim Fiom e Uilm esprimono forte preoccupazione per l’esito dell’incontro e per l’atteggiamento adottato dell’azienda: “Questo territorio, già gravemente in sofferenza, anche nel settore metalmeccanico, non può sopportare un rischio occupazionale di simile portata (350 posti di lavoro soltanto a Lecce). Metteremo pertanto in campo tutte le iniziative che la legge ci consente al fine di impedire che si determinino simili condizioni”. Lunedì 22 febbraio, intanto, le tre sigle riuniranno i lavoratori in assemblea e spiegheranno le condizioni poste dall’azienda. Lavoratori che, tra l’altro, si sono già dichiarati indisponibili nella scorsa assemblea a fare ulteriori sacrifici. In base alle loro decisioni si avvieranno eventuali forme di mobilitazione

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