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Un tratto della ciclovia pugliese

Un tratto della ciclovia pugliese

Ciclovia dell’acquedotto nel Salento: la Regione apre la progettazione partecipata

E’ stata avviata la fase di studio anche alla presenza della Fiab Puglia e Basilicata. Il tratto collegherà Villa Castelli a Santa Maria di Leuca

LECCE  - Si apre la fase di progettazione partecipata per la il tratto della ciclovia dell’Acquedotto che collegherà Villa Castelli a Santa Maria di Leuca. Se ne è discusso in un incontro presso la Regione Puglia, alla presenza anche di Fiab Puglia e Basilicata. I tecnici della Regione hanno illustrato i vari passaggi istituzionali che hanno contraddistinto nei mesi scorsi il confronto con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, le Regioni Basilicata e Campania e con Acquedotto Pugliese Spa. Quella dell’Acquedotto pugliese è stata inserita tra le quattro ciclovie di priorità nazionale finanziate dalla legge di stabilità 2016.

 Si tratta di una ciclovia turistica di oltre 500 chilometri. Un itinerario narrativo che ripercorre la storia e insegue le tracce del più grande acquedotto d’Europa, dalle sorgenti di Caposele fino alla cascata monumentale di Santa Maria di Leuca, attraversando Alta Irpinia, Vulture, Alta Murgia, Valle d’Itria, terra d’Arneo e Salento. L’esigenza prioritaria per la Regione Puglia è ora di definire il tracciato salentino. Dal confine con la Basilicata fino a Villa Castelli, esiste già uno studio di fattibilità della Regione del 2008 che dovrà ora diventare progetto di fattibilità tecnico economica, come richiesto dal Ministero.

Il Salento può contare  su due importanti tratti utili allo scopo: la strada di servizio Consorzio di Bonifica dell’Arneo e la pista ciclabile di 38 chilometri che dal serbatoio di San Paolo (Salice Salentino) giunge fino a Galatone lungo la nuova condotta del Sinni, opera di compensazione richiesta dai Comuni attraversati e che Acquedotto pulgiese dovrà necessariamente ultimare nei mesi successivi. Tratti già segnalati nel 2015 alla Regione dal Coordinamento dal basso. L’intento è quello di consentire alla Regione di definire dettagliatamente i contorni del bando per la progettazione.

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