Lunedì, 14 Giugno 2021
Economia

Riduzione dell’ orario per i dipendenti Inps. Cgil: “Tutto falso”

I tagli sul territorio nazionale, previsti dal ministero, non riguarderanno la sede di Lecce. La Fp Cgil replica così alla manifestazione di protesta tenuta da Usb: "Questo sindacato, a fini elettorali, crea falsi problemi e allarmismi tra i cittadini"

Foto di repertorio

LECCE – Una riduzione dell’orario di servizio nelle sedi Inps di tutta Italia, obbligatoria secondo quanto previsto dai tagli ministeriali, ed è già polemica. In linea di massima, infatti, esiste il rischio di comprimere gli orari giornalieri dei lavoratori e di apertura al pubblico degli uffici. La sede provinciale dell’istituto previdenziale di Lecce, però, non subirà nessuna riduzione degli orari di servizio e di apertura al pubblico: a renderlo noto, per fare chiarezza sulla questione, è il sindacato Funzione pubblica Cgil.

“Ciò non accadrà in quanto, grazie alla responsabile partecipazione dei lavoratori attraverso le loro rappresentanze sindacali unitarie e la funzione pubblica Cgil- spiega il coordinatore sindacale Antonio Spedicato - , si è convenuto di lasciare inalterato lo stato attuale rivendicando, al contempo, una migliore articolazione degli orari ma sempre ai fini di venire incontro al bisogno dei nostri concittadini”.

La diatriba si è scatenata in seguito alla manifestazione organizzata da un’altra organizzazione sindacale che questa mattina ha animato un sit-in di protesta all’ingresso della sede Insp di Lecce: “ Nonostante questo- aggiunge Spedicato-  il sindacato non confederale, Usb, decide di fare cattiva informazione nel nostro territorio sollevando un problema che non c’è e creando inutili allarmismi tra i cittadini”.

“Nel volantino distribuito alle persone che si recavano agli sportelli, infatti, oltre all’indicazione di iniziative sindacali intraprese contro l’istituto, il riferimento a una riduzione dell’orario di servizio e delle ricadute sui servizi erogati – aggiunge il referente Cgil - . Ma quello che riporta il volantino è sbagliato”.

Se in altre sedi d’Italia si sono ridotti quei margini, dettati da motivazioni avanzate dal ministero in materia di spending review, la responsabilità sarebbe da attribuire “anche all’atteggiamento non costruttivo di chi poi ci monta sapientemente sopra una campagna per il consenso elettorale, visto che siamo alla vigilia delle elezioni per il rinnovo delle rappresentanze sindacali”.” A che prezzo si fanno queste operazioni? – aggiunge il referente Cgil - La Fp Cgil, diversamente e responsabilmente, cerca invece una concreta soluzione ai problemi posti dalla crisi che colpisce tutti noi”.

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