Martedì, 15 Giugno 2021
Economia

La Cisl ridimensiona i dati sullo sciopero della Cgil

Il segretario Calò contro Arnesano della Cgil: è guerra di numeri sull'astensione dal lavoro nelle aziende del Salento. Cisl contraria alle manifestazioni di piazza: "Non si può bloccare il Paese"

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LECCE - A 24 ore dallo sciopero generale indetto dalla Cgil, arriva la smentita della Cisl sui dati relativi all'astensione dal lavoro nelle aziende del Salento. A fornire queste indicazioni è il segretario provinciale Fim Cisl, Sergiò Calò in aperta polemica con il segretario del sindacato rosso, Salvatore Arnesano, il quale in occasione della manifestazione di ieri a Bari (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=29820), aveva parlato di un grande successo dettato anche dall'alta adesione allo sciopero, che avrebbe raggiunto il 48 per cento nella sola provincia di Lecce.

Di segno decisamente opposto sono le cifre riportate da Calò e raccolte dai propri delegati sindacali, in base alle indicazioni che provengono dagli uffici del personale: la stima provinciale complessiva delle aziende metalmeccaniche (Fiat, Lasim, Alcar, Omfesa, Cog, Mecc, Mer, Smei) sarebbe di appena il 4 per cento.

"Le persone che erano ieri in piazza, evidentemente non potevano essere lavoratori usciti dalle fabbriche, per cui resta da capire da dove abbia preso i dati Arnesano", sottolinea Calò che si dice pronto a una sfida sui numeri certificati, "lasciando da parte le polemiche e le cifre millantate".

Il conteggio fatto, ci tiene a precisare ancora il segretario Cisl, si basa sui tre turni di lavoro e sulle informazioni rilevate, in tempo reale, dalle aziende che riescono a quantificare, tramite badge, le assenze ingiustificate. Del resto, aggiunge Calò in risposta ad Arnesano che aveva individuato molti iscritti Cisl tra le file dei manifestanti, "non escludo che qualcuno abbia partecipato a titolo personale, ma non è un dato significativo".

"Rimanendo la Fim Cisl il sindacato di maggioranza relativa nei metalmeccanici Leccesi, tuteliamo, evidentemente bene, i nostri iscritti e dirigenti non avendo bisogno, come in Cgil, di mettere sotto tutela (di dirigenti baresi) il proprio segretario della Fiom - continua il sindacalista - nè di subire depressioni interne dopo la devastante perdita di più di 100 iscritti in Alcar a totale beneficio della Ugl."


Non manca poi, la stoccata alle manifestazioni di piazza che, producono un doppio danno per il Paese: bloccano la produzione con grosse perdite sia per i lavori, che per la competitività delle aziende.


Pur non condividendo i contenuti della manovra economica di "ferragosto", soprattutto nella parte relativa all'articolo 8 e per le deroghe al contratto collettivo di lavoro, la Cisl non condivide i metodi Cgil. "Prima programmano uno sciopero, poi lo riempiono di contenuti man mano che la manovra viene modificata - precisa Calò. - L'unica strada per cambiare davvero le cose, è operare una pressione sociale sul governo e sul Parlamento, in modo da giungere alla contrattazione (anche se c'è la fiducia), ma senza bloccare il Paese".

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