Mercoledì, 22 Settembre 2021
Economia

La Manifattura Tabacchi è a rischio: lavoratori agitati

L'azienda sta prevedendo una revisione strategica del comparto di produzione delle sigarette in Italia e potrebbe saltare lo stabilimento leccese. Replica dei sindacati: uno sciopero contro l'ipotesi

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LECCE - Una revisione strategica del comparto di produzione sigarette in Italia che rischia di coinvolgere la Manifattura Tabacchi di Lecce e di segnare in maniera indelebile il destino di numerosi lavoratori. Le notizie che arrivano dall'azienda sembrano tutt'altro che rincuoranti in un momento in cui l'economia nel territorio salentino registra picchi di disoccupazione. E i diretti interessati, ossia i lavoratori, sono in agitazione proprio in riferimento ad un documento che l'azienda ha reso noto il 1° settembre 2010, relativo al piano di ristrutturazione europeo avviato dalla Bat che interessa lo stabilimento di Lecce.

Le organizzazioni sindacali non ci stanno e, in un proprio documento, annunciano la contrarietà ad ogni forma di revisione sul territorio leccese: "Il personale dello stabilimento ha subito - si legge -, in questi ultimi anni, una notevole pressione determinata dalla necessità, prima di sopravvivere alla ristrutturazione italiana, e poi di attrezzarsi per l'inserimento nel cluster degli stabilimenti europei, dando sempre il massimo della disponibilità e dimostrando in ogni momento grande responsabilità".

"Con il comunicato citato - proseguono i sindacati - l'azienda ci ha fatto sapere di non essere competitivi, riguardo al costo, in confronto agli altri stabilimenti in Europa e di voler intraprendere un'analisi locale, della durata di circa un mese, per lo studio di possibili soluzioni alternative alla chiusura; per i motivi sopra esposti, le segreterie territoriali congiuntamente alla Rsu aziendale ritengono assolutamente inaccettabili le motivazioni addotte dall'azienda in quanto riguardano problematiche (quelle relative ai costi) che non possono essere ascrivibili ai dipendenti e allo stabilimento (mai il costo del personale in Italia potrà essere più basso di quello dell'est europeo)".


I sindacati evidenziano di essersi sempre dimostrati "attenti" e "disponibili" insieme ai lavoratori ad effettuare azioni di contenimento dei costi, come nel caso dell'inserimento di manufacturing cost all'interno dei parametri del Premio per Obiettivi: "Considerando che il prodotto principale dello stabilimento è la Ms - precisano - che rappresenta la storia e il vanto della produzione nazionale di sigarette in Italia e che la manifattura italiana ha già pagato un lauto prezzo in termini di occupazione, passando da 21 a un solo stabilimento in tutta Italia" e "ritenendo che il comunicato aziendale rappresenta un reale pericolo di dismissione della produzione di sigarette a Lecce, mettendo a repentaglio centinaia di posti di lavoro su un territorio già martoriato dall'alto tasso di disoccupazione", per dare maggiore sostegno alla vertenza in atto, apertasi con la dichiarazione dello stato di agitazione, viene indetta una giornata di astensione dal lavoro per domani mattina, alle 9. Un modo netto per ribadire che la Manifattura Tabacchi non si tocca.

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