Economia

La sicurezza sul lavoro non è un optional, mobilitazione dei sindacati

Presidio in prefettura di Feneal Uil Filca Cisl e Fillea: “I dati su infortuni e incidenti sono allarmanti: inasprire le sanzioni”

LECCE – I sindacati si mobilitano, a Lecce come nel resto del Paese, per sensibilizzare i lavoratori, le associazioni datoriali e le istituzioni sul tema della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro: una problematica trattata spesso con superficialità e cinismo, come dimostrano i dati allarmanti sugli infortuni e i decessi di operai e dipendenti in servizio.

Oggi, 28 aprile, è proprio la data scelta per la giornata mondiale della sicurezza ed i segretari provinciali di Feneal Uil Filca Cisl e Fillea Cgil hanno organizzato, nelle prime ore della mattinata, un presidio davanti alla prefettura di Lecce. L’iniziativa si è arricchita con l’esposizione di una foto-inchiesta, realizzata in collaborazione con i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza nel territorio (Rlst), volta a testimoniare le irregolarità e i pericoli riscontrati nei luoghi di lavoro della provincia di Lecce.

Particolarmente insidiosa appare la condizione dei cantieri edili, così come confermato dalle ispezioni periodiche compiute tra il 2014 ed il 2015 dagli Rlst: i dati a disposizione dei sindacati registrano un rischio del 50 percento di caduta dall’alto, seguito dalla folgorazione (20 percento), dai servizi igienici (16 percento) e del pericolo di caduta di materiale (14 percento).

Alle infrazioni si aggiungono le stime sugli incidenti mortali avvenuti, su scala regionale, negli ultimi 5 anni: nel 2011 sono stati 8 in Puglia di cui 4 a Lecce; nel 2012 si sono registrati 7 casi in Puglia di cui 1 a Lecce; nell’anno successivo i decessi sono stati 4 in Puglia di cui uno a Lecce; il 2014 ha registrato 10 incidenti in Puglia e 2 a Lecce; nel 2015 ci sono stati 7 casi regionali di cui 2 nella provincia leccese. L’anno in corso è già stato segnato da altre due vittime su base regionale. Dietro queste cifre si nascondono storie di vite incomprensibilmente spezzate, drammi famigliari che i sindacalisti hanno voluto ricordare, uno per uno.

“Di fronte a questa situazione preoccupante abbiamo il dovere di tenere alto il livello di guardia – hanno spiegato i tre referenti a margine della manifestazione – insistendo nell’attività di prevenzione ed informazione: ecco perché diventa fondamentale il ruolo del comitato paritetico territoriale e l’azione di monitoraggio messa in atto sui cantieri dagli Rlst”.

Prevenzione sì. Ma i sindacati premono per ottenere la piena collaborazione delle istituzioni affinché il problema non rimanga compresso negli angusti margini della sfera sindacale. Non di meno, spiegano, occorre intensificare la lotta all’irregolarità ed all’elusione delle regole, inasprendo controlli e sanzioni, così da pretendere la piena trasparenza sui luoghi di lavoro.

“Il rischio è decisamente sottovalutato – denunciano Simona Cancelli di Fillea Cgil – e troppo spesso prevale la distrazione o addirittura, a monte degli incidenti, vi sono ragioni di natura economica: la sicurezza sui luoghi di lavoro viene percepita ancora oggi come un costo da abbattere, ma noi non possiamo permettere che si continui a giocare così con la vita umana. È essenziale che gli stessi lavoratori siano correttamente informati sui pericoli che corrono. Dai dati Inail emerge, peraltro, un fenomeno inquietante: il numero ufficiale degli infortuni non rispecchia la realtà delle cose perché molti operai “in nero” o sprovvisti di copertura assicurativa preferiscono non denunciare l’incidente, camuffandolo da infortunio domestico”.

Un grido d’allarme giunge, unanime, dal settore delle costruzioni: “È impensabile che a 60 anni ci si si possa arrampicare ancora su di una impalcatura, magari alta molti metri – denuncia Paola Esposito di Feneal Uil-: con l’avanzare dell’età aumenta anche il fattore di rischio”.  “Il problema è politico e le istituzioni devono provvedere con determinazione, accelerando innanzitutto i tempi dell’azione ispettiva: non possiamo aspettare l’incidente grave per poi smuovere le acque. Nel corso di questa giornata di mobilitazione nazionale chiederemo al governo risposte efficaci anche dal punto di vista della norme di legge che regolano il settore”, conclude il collega di Filca Cisl, Raimondo Zacheo.

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