Mercoledì, 16 Giugno 2021
Economia

Cgil punta su turismo sostenibile per rilanciare il Salento: non c'è qualità senza legalità

Un marchio etico per le aziende che rispettano i diritti dei lavoratori, un Piano del Sud per il turismo e l’apertura di un tavolo di concertazione permanente e di un Osservatorio sul comparto: queste le proposte di Cgil emerse nel corso di un dibattito sul tema

Il segretario Salvatore Arnesano.

LECCE – La  Cgil torna a parlare di lavoro. E lo fa articolando il ragionamento intorno a tre parole (turismo, cultura e legalità) che rappresentano la chiave di volta per rilanciare i territori martoriati del Salento e della Puglia.

Nonostante le enormi potenzialità di base, infatti, non sempre la gestione degli imponenti flussi ha prodotto ricchezza per le popolazioni, generando occupazione stabile. Così come raramente (vedi il modello Gallipoli) l’offerta turistica ha fatto leva sul fattore culturale, preferendo piuttosto ripiegare sui grandi numeri del divertimentificio alcolico – balneare di basso profilo.

Lo ha spiegato chiaramente, in occasione del convegno che si è tenuto questa mattina presso l’open space di Palazzo Carafa a Lecce, il segretario generale del sindacato, Salvatore Arnesano: “Pur senza demonizzare la fabbrica del divertimento, né a Gallipoli né altrove, pensiamo che si possa individuare un modello di turismo differente basato su una gestione alternativa a quella attuale. La stessa parola turismo non può continuare a essere sinonimo di emergenza ma vorremmo che si fondasse su una programmazione di lungo corso”.

“Ci sono delle regole da individuare per regolare il turismo nel Salento – ha aggiunto Arnesano -: queste, come abbiamo più volte ribadito, si costruiscono mettendo in campo uno spirito sinergico tra tutte le parti in causa (sindaco, prefetto e Regione, organi ispettivi, imprenditori, parti sociali e cittadini) ragionando per tempo e non tamponando le varie emergenze di un territorio che merita rispetto e che può offrire una qualità di servizi turistici ampiamente superiore agli attuali”.

L’iniziativa odierna ha visto la partecipazione di numerosi ospiti tra cui il commissario prefettizio di Gallipoli, Guido Aprea,  il presidente della Provincia, Antonio Gabellone, l’assessore comunale alla Cultura, Luigi Coclite, il prorettore dell’ateneo salentino, Domenico Fazio,  il presidente di Federbalneari Mauro Della Valle, la segretaria regionale Cgil, Antonella Morga e  la segretaria nazionale Gianna Fracassi, il presidente sezione Turismo giunta Confindustria, Giuseppe Coppola, e la dirigente di Puglia Promozione della Regione Puglia, Stefania Mandurino.

L’idea del sindacato è stata quella di aprire un tavolo di discussione intorno ad una vertenza, considerato l’allarmante stato di arretramento emerso dal rapporto Svimez, denominata Laboratorio Sud, con cui il sindacato intende rimettere il tema del Mezzogiorno al centro dell’agire politico del Paese.

I vari ospiti hanno affrontato tutti i fattori di criticità che caratterizzano il comparto, a cominciare dalla precarietà in cui versa la forza lavoro, dallo sfruttamento, dal lavoro nero e dalla mancanza di una specifica formazione professionale. Lo stesso ufficio vertenze della Cgil di Lecce ha riscontrato nella provincia, nei primi dieci mesi del 2015, un numero di vertenze individuali nel settore del turismo, dei servizi e del commercio, pari al 39,4 percento rispetto al dato complessivo delle vertenze attivate nell’anno in corso. Contrastare la terziarizzazione, il sommerso e l'uso improprio della flessibilità, secondo il sindacato, è possibile mediante il ricorso a politiche attive che favoriscano la formazione continua. Nel  corso del dibattito è emersa anche una proposta chiara: quella di creare un marchio etico per le imprese che garantiscono un equo trattamento per i propri dipendenti, riconoscendone i diritti.

Il concetto cardine è che la qualità dei servizi non può prescindere dalla tutela e dalla formazione di chi lavora nel settore turistico. D’altro canto vi sono dei fattori di traino per il settore: la spinta propulsiva dell’ateneo salentino, la valorizzazione del patrimonio artistico culturale, una programmazione che mira alla destagionalizzazione, la realizzazione di infrastrutture dedicate e  la creazione di un distretto del turismo capace di far convergere i diversi interessi degli attori coinvolti verso obiettivi comuni.

Alla precarizzazione dell’occupazione il governo, invece, ha risposto introducendo  modifiche fortemente peggiorative nella normativa: la nuova Naspi , infatti, a detta di Cgil, rappresenterebbe un danno per moltissimi lavoratori stagionali salentini che, a partire dal 2016, non avranno nemmeno la serenità di affrontare il periodo di disoccupazione, “ridimensionato in maniera insostenibile”.

Cgil ha lanciato due altre proposte: l’apertura di un tavolo permanente sulla governance e la concertazione, atto a pianificare lo sviluppo del comparto e la costituzione di un osservatorio del lavoro nel turismo in grado di raccogliere e distribuire informazioni sull'andamento del settore.

 “Chiediamo un Piano Sud per il turismo, chiediamo chiarezza per le competenze istituzionali e un’operazione vera - non quella che abbiamo visto in Finanziaria - di creazione di lavoro pubblico – ha aggiunto Gianna Fracassi - pensiamo che il turismo possa essere un asse per l’economia del Paese, allora dobbiamo investirci, cominciare a mettere in campo un grande piano occupazionale per giovani ragazze e ragazzi e un’idea che superi l’estemporaneità che abbiamo finora avuto”.

“Io credo che si possa partire dai patti di lavoro territoriale, ma anche dall’applicazione dei contratti con i sindacati rappresentativi. Noi ci assumiamo le nostre responsabilità, perché sui temi del lavoro grigio, del lavoro nero, della lotta al caporalato la nostra organizzazione non deve rendere conto a nessuno e lo affermo con orgoglio. In campo ci siamo da qualche anno e siamo anche quelli che abbiamo chiesto la modifica delle norme sul caporalato nel codice penale italiano. Sul versante nazionale presenteremo le nostre proposte nei prossimi giorni e proveremo a costruire, se ci sarà data la possibilità, un’interlocuzione con il governo, perché il tema è serissimo”, ha concluso la segretaria nazionale. 

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