Domenica, 19 Settembre 2021
Economia

"Lavori pubblici? No grazie". Edili sul piede di guerra

Duecento imprese della provincia di Lecce manifesteranno in corteo lungo le vie di Lecce venerdì mattina 25 luglio con al seguito camion e ruspe. Ma per la sicurezza la Questura ridimesiona programma

"Lavori pubblici? No grazie". Se le imprese edili arrivano a non volerne sapere più di avere a che fare con le amministrazioni locali e con i pubblici appalti, vuol dire che la crisi del settore edilizio ha raggiunto livelli di guardia preoccupanti. Soprattutto nel Salento, dove per dire basta ai bandi capestro, ai ritardi sui pagamenti da parte degli enti, ai prezzari fermi 2006, al rincaro delle materie prime (petrolio, ferro, cemento, mattoni), circa 200 imprese della provincia di Lecce manifesteranno in corteo lungo le vie principali del capoluogo salentino la mattina di venerdì prossimo 25 luglio, dalle 8 alle 12, con al seguito i loro pachidermici mezzi edili, camion e ruspe.

Questa mattina, presso la sede della Camera di commercio di Lecce, le associazioni di categoria (Aniem Confapi, Clai Edili, Cna Costruzioni, Confartigianato Edili, Confindustria Lecce - Sezione costruttori edili Ance) hanno convocano una conferenza stampa per presentare la manifestazione di protesta delle imprese che operano nel settore dei lavori pubblici. Sono intervenuti Annamaria Altomare, Aniem Confapi, Cosimo Pellè, segretario regionale Clai Edili Puglia, Luigi Carlino, presidente Cna Costruzioni, Luigi Marullo, presidente Confartigianato Edili, Sergio Goffredo, presidente Sezione Costruttori Edili Ance - Confindustria Lecce.

Univoca la presa di posizione da parte dei rappresentanti della categoria: "L'iniziativa scaturisce da uno stato di profonda crisi che le imprese del settore stanno subendo in questo difficilissimo momento - hanno spiegato in coro - e molto dipende, ma non solo, dall'aumento costante ed imprevedibile delle materie prime, ormai una incognita che rischia di mettere in ginocchio tutte le imprese del settore ed in modo particolare quelle che operano nei pubblici appalti". Quattro le cause della crisi edilizia: il blocco della gare d'appalto (Regione Puglia e Aqp); ricorso ad affidamento dei lavori in modo irritale; bandi di gara effettuati con prezzi di capitolato fuori mercato; prezziario della Regione del 2008 che conferma i medesimi prezzi del 2006.

"Per la prima volta a Lecce e forse in Italia - ha detto Sergio Goffredo, presidente Sezione Costruttori Edili Ance - ci riuniamo per manifestare contro la criticità del nostro settore che, ricordo, nel Salento, detiene il 25 per cento del Pil". Gli fa eco Andrea Rizzo, architetto, segretario dell'Associazione nazionale delle imprese edili Confapi: "Sembrerà strano vedere uno sciopero organizzato dai datori di lavoro ma sia chiaro che noi non protestiamo solo per il rincaro sui costi delle materie prime ma anche per l'atteggiamento snervante delle amministrazioni pubbliche. A noi - ha spiegato - chiedono severità ma se poi i bandi che pubblicano non sono corretti, a loro non accade nulla. Se l'impresa non viene pagata, e ai ritardi si aggiungono ritardi, noi siamo costretti comunque ad andare avanti per 5, 6 mesi. In qualche misura è come se in questo momento sono le imprese a finanziare lo Stato".


Sul versante prettamente organizzativo, qualche resistenza sul programma della manifestazione di venerdì è emerso da parte della Questura di Lecce. Ore 8, recita il manifesto, concentramento dei mezzi presso l'area dell'ex Foro Boario; alle 10 avvio del corteo lungo via Calasso, viale degli studenti, viale Gallipoli; ore 11 assemblea presso la Camera di commercio. Secondo quanto emerso dalla relazione del questore di Lecce Vittorio Rochira, i mezzi previsti dagli organizzatori che avrebbero dovuto prendere parte alla manifestazione, circa 70, non potranno essere più di una decina e lunghi massimo sette metri, come previsto dall'ordinanza a firma del dirigente della Mobilità e trasporti del Comune di Lecce. Le motivazioni sul ridimensionamento di questo aspetto del programma, sono adducibili al fatto che le arterie stradali individuate dagli organizzatori sono quotidianamente intasate da notevole traffico veicolare e che durante il periodo estivo la città è meta di turisti e poi, che il venerdì, essendo ultima giornata lavorativa della settimana, vi sarebbe il pericolo di turbative per l'ordine e la sicurezza pubblica per le modalità della manifestazione così come indicate dagli organizzatori.

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