Mercoledì, 29 Settembre 2021
Economia

Lavoro post laurea, la situazione si conferma critica

In un contesto già penalizzato rispetto alla media nazionale e regionale, i neolaureati dell'Università del Salento stentano a trovare un lavoro vero. Lo dice il dodicesimo rapporto di Almalaurea

LECCE - Almalaurea, il consorzio interuniversitario, ha diffuso il XIII rapporto "I laureati e il lavoro" con riferimento alle rilevazioni condotte nel 2010 sui laureati del 2009 (https://www.almalaurea.it/universita/occupazione/occupazione09/volume.pdf). L'obiettivo è quello di monitorare l'ingresso nel mondo del lavoro a dodici mesi dalla laurea. Per quanto riguarda l'Università del Salento, l'indagine ha coinvolto, con tassi di risposta elevatissimi, tra l'87,5 per cento e l'89,5 per cento 2391 laureati triennali e 1018 laureati specialistici biennali. Ma in totale sono stati 4600 gli intervistati perché ai neolaureati si aggiungono per la prima volta i laureati specialistici del 2007 (466 persone) e quelli che hanno conseguito il titolo prima della riforma del 2005 (716)

A dodici mesi dalla laurea triennale lavora solo il 30 per cento

Il tasso di occupazione dei neolaureati triennali dell'Università del Salento è pari al 30 per cento, un valore inferiore alla media nazionale (46 per cento) dovuto all'elevatissima quota di chi continua gli studi. Tra gli occupati triennali dell'Università del Salento, infatti, solo il 13,4per cento è dedito esclusivamente al lavoro, mentre il 16,4 coniuga la laurea specialistica con il lavoro.

Chi continua gli studi con la laurea specialistica è il 75 per cento: il 58,5 è impegnato esclusivamente nella laurea specialistica, mentre, come si è detto, il 16,4 studia e lavora. Nove laureati triennali dell'Università del Salento su cento non lavorando e non essendo iscritti alla laurea specialistica, si dichiarano alla ricerca di lavoro.

Il lavoro stabile (contratti a tempo indeterminato e lavoro autonomo) coinvolge, a un anno dalla laurea, 32 laureati su cento di primo livello dell'Università del Salento, meno della media nazionale (39 per cento). Il lavoro atipico (contratti a tempo determinato, collaborazioni, ecc.) coinvolge 41 laureati su cento dell'Università del Salento; è il 43 per cento nel complesso dei laureati.

Dopo un anno dalla laurea specialistica occupato il 40 per cento

A dodici mesi dalla conclusione degli studi, risulta occupato il 40 per cento; un valore inferiore alla media nazionale del 56. Il 15 per cento dei laureati continua la formazione (a livello nazionale è il 16 per cento). Chi cerca lavoro è il 45 per cento dei laureati specialistici dell'Università del Salento, contro il 28,5 del totale laureati. A un anno dalla laurea, il lavoro è stabile per 32 laureati su cento dell'Università del Salento, un valore di poco inferiore alla media nazionale (35 per cento). Il lavoro atipico coinvolge il 51 per cento dei laureati specialistici del Salento (è il 46 per cento nel complesso degli specialistici biennali). Il guadagno è inferiore alla media nazionale: 897 euro mensili netti, contro i 1078 del complesso dei laureati specialistici.

Situazione migliore dopo tre o cinque anni dal titolo

Per la prima volta vengono indagati i laureati biennali specialistici dell'Università del Salento a tre anni dal titolo: sono 466 quelli coinvolti nell'indagine, con un tasso di risposta dell'86 per cento. Il 65 per cento è occupato; a livello nazionale il tasso di occupazione è del 75 per cento. Il 13 risulta ancora impegnato nella formazione. Chi cerca lavoro è il 22 per cento contro il 13 del complesso dei laureati. La quota di occupati stabili cresce apprezzabilmente (oltre 17 punti percentuali) tra uno e tre anni dal titolo, raggiungendo il 49 per cento degli occupati (la media nazionale è del 62). Le retribuzioni nominali arrivano, a tre anni, a 1101 euro mensili netti (è di 1313 a livello nazionale).

Le condizioni di lavoro migliorano ancora nel tempo: i laureati dell'Università del Salento del 2005 (sono 716 laureati pre-riforma quelli indagati, con un tasso di risposta del 77 per cento), intervistati dopo cinque anni, raggiungono un tasso di occupazione del 75. La stabilità coinvolge il 63,5 per cento dei laureati e il guadagno è di 1146 euro mensili netti; a livello nazionale è di 1321.

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