Economia

Le imprese salentine conquistano i mercati esteri. Esportazioni in aumento

Tra gennaio e marzo l’export delle imprese salentine è cresciuto del 16,5 percento, con un saldo positivo di 36 milioni di euro. La provincia di Lecce ha registrato la migliore performance pugliese, conquistando i mercati stranieri, dalla Francia all’America, passando per i Paesi africani

Il tessile fra i comparti in rialzo (@TM News/Infophoto)

LECCE – Nel mare tempestoso della crisi, una scialuppa di salvataggio per le imprese è offerta dal settore delle esportazioni. Questo 2015, in particolare, è stato foriero di buone notizie per l’export salentino, così come attestano i dati diffusi dalla Camera di commercio di Lecce: nel primo trimestre dell’anno, infatti, si è registrata una crescita del 16,5 percento, rispetto ai primi tre mesi del 2014, per un valore superiore ai 108 milioni di euro, mentre le importazioni sono state oltre 72 milioni di euro.

Il saldo è pertanto positivo per  poco più di 36 milioni di euro. Lecce è la provincia pugliese che ha registrato la miglior performance,  seguita da Bari le cui esportazioni sono state pari a un miliardo di euro.

Tra i settori che hanno avuto maggior fortuna nelle esportazioni va annoverato quello delle calzature: le imprese calzaturiere salentine, con 12,6 milioni di fatturato, hanno raddoppiato le vendite estere. Anche il settore tessile ha registrato una crescita del 20,5 percento e vendite estere per 2,3 milioni, mentre il comparto dell’abbigliamento, con 10,7 milioni, ha registra una flessione dell’8,13 percento. Un’ottima performance è stata realizzata  dal comparto dei macchinari e apparecchiature, con un volume d’affari estero di  circa 46 milioni.

E’ diminuito, invece, l’export di prodotti in metallo, per un volume  di affari estero  di 4,4 milioni; le esportazioni di articoli in gomma hanno registrato un incremento del 74,3 percento per un valore di  3,2 milioni di euro. Leggermente  aumentato l’export  di altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi.

Le importazioni delle imprese salentine, nei primi tre mesi dell’anno, sono aumentate del 12 percento, per un valore di 72,2 milioni di euro. La fetta più consistente di acquisti effettuati all’estero riguarda i prodotti alimentari per 11,8 milioni. Le imprese salentine hanno importato prodotti della metallurgia per 6,8 milioni, raddoppiando il loro importo e hanno incrementato  anche  gli acquisti esteri di macchinari e apparecchiature. Le importazioni di articoli in pelle sono cresciute del 93,4 percento, per un valore pari a  5,4 milioni. Sono diminuiti, invece, gli acquisti dall’estero di  prodotti agricoli, dell’ abbigliamento, degli articoli in gomma e materie plastiche.

Il giro d’affari delle imprese nostrane è particolarmente cresciuto in alcuni Stati, tra cui i Paesi africani destinatari dell’11 percento delle esportazioni salentine, seguiti dall’America che registra un aumento del 4,6 percento. I mercati asiatici sono stati interessati, invece, da una netta flessione, pari al meno 32,7 percento.  La Francia si è confermata come principale mercato di sbocco dei prodotti “made in Salento”; la Svizzera  e la Germania sono gli altri partner commerciali di rilievo in ambito europeo: la prima con circa 10 milioni di merci acquistate dalle imprese leccesi (più 14,2 percento) e la Germania  con  8,4 milioni  e un incremento nel trimestre considerato del 19,7 percento.

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