Economia

Lecce è capitale, ma dei pignoramenti. E i dati sono ancora al rialzo

Nel 2014 il dato si attesta a 4mila e 618, con un aumento del 10,4 per cento. Persino più di Roma e Milano, anche se in termini statistici gli aumenti maggiori si sono avuti a Modena e Sondrio. I dati di Adusbef e Federconsumatori monitorando trentacinque tribunali italiani

Panoramica di Lecce

LECCE – Sebbene Lecce non sia la città in cui sia registrata la crescita percentuale più elevata, resta comunque anche quest’anno sul podio del non certo felice primato di pignoramenti ed esecuzioni immobiliari. Nel 2014, infatti, il dato si attesta a 4mila e 618. Insomma, il piccolo capoluogo salentino “sovrasta” persino le metropoli. Basti pensare che a Milano la cifra tocca quota 4mila e 553 e a Roma 3mila e 903. In rapporto rispetto alla media di abitanti, non c’è nemmeno da fare stime: è un numero esorbitante.

I nuovi dati arrivano da uno studio congiunto dalle sedi nazionali di Adusbef e Federconsumatori, che hanno monitorato trentacinque tribunali italiani. Lecce era già lo scorso anno la capitale italiana dei pignoramenti, essendo arrivata a 4mila e 183. Ora, però, si è registrato un aumento di 435 casi, pari al 10,4 per cento in più rispetto all’anno precedente.

In tema di numeri grezzi, Lecce viene superata solo da Modena (addirittura mille e 8 casi in più rispetto al 2013, con un rialzo del 34,9 per cento) e da Milano (436 in più, pari al 10,6 per cento). Anche se in termini percentuali, facendo il rapporto fra 2013 e 2014, il dato di Lecce si attesta alla media dei più. Di fatto, il record di aumenti da un anno all’altro appartiene alla già citata Modena, seguita da Sondrio, che da 426 pignoramenti è passata a 568, facendo registrare 142 casi in più, per una percentuale di crescita pari al 33,3 per cento.

In linea generale, si può dire che in tutta Italia i pignoramenti immobiliari siano in aumento, visto che il dato complessivo è di 52mila e 606, cioè 5mila e 449 in più rispetto al 2013, per un segno più dell’11,6 per cento. Solo tre tribunali hanno, per paradosso, stime al ribasso. Svetta Bergamo, addirittura con 235 pignoramenti in meno rispetto all’anno precedente, seguita a lunga distanza da Taranto (33 in meno) e Avezzano (otto in meno).

In cinque anni, cioè dal 2008 al 2013, secondo Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, rispettivamente presidenti di Adusbef e Federconsumatori, pignoramenti ed esecuzioni immobiliari sono aumentati di circa il 108,1 per cento. E in nove del 161,7 per cento. “Come se fossero spariti tutti gli abitanti del Kosovo”, dicono le associazioni con un paragone che renda in qualche modo l’idea dell’ampiezza del fenomeno.  

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