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Economia

Cassa integrazione, Uil: "Impennata da record con indici da bollino rosso"

Cresce l’allarme. Il sindacato annuncuia: in aprile, aumento del 568 per cento degli interventi straordinari. Il segretario generale Salvatore Giannetto: "Sempre più aziende della Puglia rischiano di cessare l’attività produttiva e pertanto molti licenziamenti sono dietro l’angolo"

LECCE - La cassa integrazione registra l’ennesimo aumento in provincia di Lecce. E sono cifre da record che non lasciano presagire nulla di buono. Ad annunciarlo, la Uil di Lecce, con il suo consueto rapporto, secondo cui le ore complessivamente autorizzate dall’Inps in favore delle aziende salentine ad aprile sono ben 921mila 411. E fanno segnare un aumento del 31,3 per cento sul precedente dato di marzo (701mila 895 ore), nonché del 105 per cento rispetto allo stesso mese dello scorso anno (449mila 438).

Nel dettaglio – spiega una nota del sindacato -, registrano una diminuzione del 63,2 per cento sul precedente mese gli interventi ordinari (Cigo) passati dalle 339mila 957 ore di marzo alle 124 mila 990 ore di aprile.

Segno opposto per l’andamento della cassa straordinaria (Cigs), le cui ore autorizzate in aprile (748mila 452) segnano un’impennata che il sindacato non esita a definire “pericolosa” del 568,1 per cento sul precedente dato di marzo (112mila 31) e del 923,4 per cento rispetto al dato registrato nell’aprile 2013 (73 mila 134 ore).

Riguardo alla cassa in deroga, invece, si passa dalle 249mila 871 ore autorizzate a marzo alle 47mila 969 di aprile, con un calo dell’80,8 per cento, percentuale che scende al 46,5 se si considera il dato della Cigd di aprile 2013 (142mila 868).

“Sono da bollino rosso gli indici di aumento della Cig e della Cigs in particolare – commenta il segretario generale della Uil di Lecce, Salvatore Giannetto - perché viene accordata nell’ipotesi di crisi aziendale”.

“Quindi – prosegue -, non si tratta di una difficoltà temporanea. Con l’aumento della Cigs ne consegue che sempre più aziende della Puglia rischiano di cessare l’attività produttiva e pertanto molti licenziamenti sono dietro l’angolo. Inoltre, la flessione della cassa integrazione in deroga che tra marzo e aprile non rappresenta il quadro reale delle necessità delle nostre imprese, perché è fortemente condizionata dal ritardo nell’erogazione delle risorse, peraltro “già disponibili”(anche se insufficienti per il 2014)  che le Regioni, le imprese e, soprattutto,  i lavoratori attendono ormai da molti mesi”.

“Tali ritardi – aggiunge - stanno determinando un’insostenibile situazione di disagio sociale, la cui unica risposta non può che essere l’immediata emanazione dei decreti ministerali di riparto dei fondi. Risorse, queste, che paradossalmente – prosegue -, serviranno prioritariamente a coprire i sussidi relativi all’anno 2013 e, probabilmente, solo i primissimi mesi del 2014”. 

“Anche la Uil – conclude Giannetto - è convinta che il sistema della "protezione sociale per il lavoro" vada rafforzato ed esteso, mantenendone il carattere mutualistico, assicurativo ed in prospettiva universale ma, nello stesso tempo, si deve prendere atto che ancora oggi la crisi colpisce duro e, quindi, l'innovazione va perseguita con saggezza”.

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