Nuova flessione della cassa integrazione. Uil: “Grande rischio occupazione”

Calo di oltre il 67 percento rispetto ad aprile. Giannetto, segretario Uil: “Se il governo non sbloccherà le risorse necessarie per l’intero 2014, evitando criteri restrittivi, ci saranno licenziamenti di massa e chiusura di decine di altre aziende”

LECCE - Segnali di flessione per la cassa integrazione nel Salento. A maggio, infatti, diminuiscono del 67,8 percento le ore richieste all’Inps rispetto al precedente dato di aprile, in linea con il calo regionale del -65,2 percento.

La stima è riportata dalla segreteria provinciale della Uil ed il dato complessivo indica come, in provincia di Lecce, le ore di cassa integrazione autorizzate dall’Inps nel mese di maggio per interventi ordinari, straordinari ed in deroga sono state circa 300mila, a fronte delle 931mila del mese precedente. Nel solo mese di maggio si stimano oltre 15 mila lavoratori pugliesi (circa 5mila quelli salentini) coinvolti dalle diverse forme di cassa integrazione equivalenti ad una perdita mensile di circa 700 euro per lavoratore. Dunque, indici al ribasso ma purtroppo apparentemente positivi.

“Sfortunatamente molte aziende – spiega il segretario generale Salvatore Giannetto – hanno già cessato la propria attività. Poi, per tante imprese c’è l’enorme difficoltà di aver esaurito le diverse forme di cassa integrazione tanto da ricorrere, ove possibile, alla mobilità che equivale al licenziamento dei lavoratori”.

Nel dettaglio, le aziende autorizzate dall’Inps all’intervento della cassa integrazione ordinaria (Cigo) segnano un aumento del +64,2 percento sullo scorso aprile (205 mila e 270 ore rispetto alle 125mila e 029 di aprile). Riguardo alla cassa integrazione straordinaria (Cigs), diminuiscono dell’87,6 percento le ore autorizzate dall’Inps rispetto ad aprile 2014 (da 749mila a 93mila ). Molto preoccupante il confronto con lo stesso mese del 2013: +2.138 percento.

In ordine agli interventi in deroga (Cigd) si registra, invece, un rallentamento del -97,2 percento: appena mille e 600 le ore autorizzate a maggio, contro le 57 mila di aprile. Per la cassa in deroga sono sempre evidenti le annose incertezze intorno allo strumento. “E’ evidente – sottolinea Giannetto– la confusione che caratterizza la cassa in deroga. A partire dalla difficoltà di risorse fino ad arrivare alla nuova definizione da parte del governo nazionale. Di sicuro, un clima del genere scoraggia le aziende a ricorrere alla Cigd con i conseguenti, nuovi licenziamenti”.

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“È un calo molto preoccupante quello registrato – aggiunge - dovuto al perdurare del mancato stanziamento di risorse per il sostegno al reddito di centinaia di migliaia di lavoratori che stanno vivendo un disagio socio-occupazionale. È impellente salvaguardare questi posti di lavoro a rischio attraverso una forte dose di risorse per la cassa in deroga e, onde evitare il crollo di un sistema che per ora sta reggendo all’impatto della crisi, ci dissociamo dall’anacronistica e ingiusta idea di questo governo di modificare, senza la socialmente sostenibile gradualità, in questo momento di crisi così dura, il sistema degli ammortizzatori sociali. Se il governo non sbloccherà le risorse necessarie per l’intero 2014 evitando criteri restrittivi – conclude - ci saranno licenziamenti di massa, dispersione di professionalità, chiusura di decine di altre aziende”.

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