Economia

Centro per disabili: Ambito di Lecce procede con revoca a Cesfet

Incontro dei sindacati con sindaco e dirigenti. I lavoratori procederanno con i decreti ingiuntivi

LECCE – Il passaggio di ditta nella gestione del Centro polivalente per diversamente abili di Lecce sembra cosa fatta. È questo l’esito dell’incontro che si è tenuto ieri, 11 novembre, presso la sede del Comune, tra il sindaco Paolo Perrone, la dirigente dei servizi sociali Anna Maria Perulli, il consigliere Bernardo Monticelli ed i rappresentanti delle sigle sindacali Fp Cgil, Fp Cisl, Ugl Terziario e Uiltucs.

I sindacati hanno voluto far chiarezza sulla vertenza che vede coinvolti i lavoratori del Centro, 18 operatori che dal mese di giugno lavorano a titolo gratuito perché il Consorzio Europa Cesfet non eroga le retribuzioni. La situazione è divenuta talmente insostenibile da spingere gli interessati a manifestare, qualche giorno addietro, davanti alla sede del Centro mentre le organizzazioni sindacali ancora agitano lo spettro dello sciopero. Il Consorzio, dal canto suo, ha rispedito al mittente la responsabilità, adducendo la colpa dei ritardi alle inadempienze della pubblica amministrazione.

L’Ambito sociale di zona peraltro, per quanto avesse proceduto a risolvere il contratto con la Onlus circa un mese addietro, non dava notizie circa sulla formalizzazione della procedura. Da qui l’intervento dei sindacati: “I dirigenti di Palazzo Carafa ci hanno spiegato che problemi di tipo tecnico, relativi alla complessa procedura di iscrizione degli utenti, hanno determinato ritardi nella formalizzazione della revoca, ma ormai si va in quella direzione ed al Consorzio dovrebbe subentrate la ditta che si è classificata seconda nella gara d' appalto”, puntualizza la referente Uiltucs Antonella Perrone.

“Il passaggio dovrebbe avvenire in poco tempo, quando saranno definiti i dettagli della revoca e del nuovo affidamento – aggiunge la sindacalista -. A San Pietro in Lama, laddove la onlus gestisce un asilo nido e non paga i dipendenti da un anno, si stanno muovendo nella stessa direzione: l’amministrazione della città non sembra intenzionata a concedere la proroga di altri due anni”.

Il cambio di ditta sembra essere la soluzione preferita dei sindacati per risolvere la grave impasse che ha mandato quasi sul lastrico i lavoratori. I dipendenti, per recuperare i crediti pregressi, si sono affidati alla legge e hanno fatto il ricorso ai decreti ingiuntivi. Gli enti comunali, per parte loro, non sono disposti a retribuire direttamente le maestranze perché i pagamenti dei servizi avvengono attraverso i cosiddetti “buoni di conciliazione”, uno strumento che coinvolge troppi enti contemporaneamente.

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