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La primavera porta visitatori nel centro storico: ecco cosa pensano i turisti di Lecce

Una mattinata - quella di ieri, 12 aprile - passata a raccogliere le sensazioni dei visitatori nel cuore della città; cercando di capire da dove arrivano i turisti e cosa apprezzano di più del capoluogo salentino

LECCE - La città è entrata nella fase dell'anno più consona per ospitare i visitatori interessati ad ammirare le sue bellezze. L'ottima temperatura degli ultimi giorni ha facilitato le passeggiate di turisti - italiani e stranieri - per le caratteristiche vie del centro storico. 

Lecce già da molto tempo ha assunto la nomea di "Firenze del sud", una fama cresciuta con l'esposizione sempre maggiore dei suoi tesori, sviluppata nel corso degli ultimi dieci, quindici anni; ma si può affermare - senza timore d'essere smentiti - che ora sembrerebbe aver conseguito un ruolo da protagonista senza essere la comprimaria di nessuno.

A primo impatto potrebbe risultare difficile disegnare un identikit perfetto del turista medio nella primavera del 2022. Presenziando per qualche ora nella parte più antica dell'urbe, si notano gruppi piccoli e numerosi - che si affidano quasi sempre alle competenti guide locali - ma anche famiglie, coppie, e scolaresche. 

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Si sente parlare molto tedesco tra i passanti: la maggior parte dei visitatori si ferma per scattare foto davanti alle chiese; il Duomo, Sant'Irene e la Basilica di Santa Croce tra quelle più gettonate. Alcune visite guidate fanno tappa davanti alle vetrine delle attività gastronomiche che espongono alimenti caratteristici del territorio. E così le guide si prodigano in spiegazioni argute sulla derivazione di rustici e pasticciotti, che non fanno altro che aumentare la ottima reputazione culinaria italiana e del sud in particolare. 

Quali sono i turisti giunti a Lecce

"Sono arrivati molti turisti americani", affermano dall’info point turistico, sito nella centralissima piazza Sant’Oronzo. "I tedeschi e francesi ci sono sempre stati con tale intensità, forse per questo non sorprendono; la novità è la buona presenza di visitatori anglofoni". 

Fermando per strada qualche "schivo" visitatore straniero, la redazione di LeccePrima ha provato a chiedere da dove provenissero e quali impressioni avessero riguardo le bellezze della città. Tutti gli interpellati hanno risposto sostanzialmente d'esser affascinati dai tesori cittadini. 

"Mi pare di essere a casa mia", confida un turista madrileno sulla quarantina. Una coppia di signori tedeschi - della medesima età - invece, racconta di tornare spesso in città avendo eseguito un acquisto immobiliare sul territorio durante un primo viaggio, tanto che la moglie ha imparato a parlare un apprezzabile italiano. "Questo dimostra che adoriamo la città, il suo anfiteatro, le magnifiche chiese - raccontano - anche il gelato qui è più buono", concludono all'unisono, sorridendo. 

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"Si mangia bene, e non è poco" racconta un arzillo anziano signore francese, che con la moglie è intento a sfogliare una cartina - dall'aspetto molto vintage - raffigurante il cuore della città. Cercando di approfondire la comunicazione non si riescono a carpire altre sensazioni, perché è troppo concentrato sulla lettura della pianta cittadina.  

Può sembrare surreale ma spesso, quando si intervistano le persone per strada, si rischia di commettere errori grossolani; eccola arrivare, sembra la classica turista tedesca sulla cinquantina: capelli biondi, pelle chiara, zainetto da trekking, e - soprattutto - con calzini e sandali. Dopo quasi cinque minuti di monologo in inglese, cercando di chiederle cosa possa pensare sulla città, rimane in un silenzio tombale e piuttosto imbarazzante. Ed allora è facile che a chi pone le domande possa venire il  dubbio sul fatto che il proprio inglese sia passato di moda. Invece no, dopo un po' la turista risponde all'interlocutore: "Ah ma sei italiano? Anche io sono italiana, romagnola per l'esattezza! Scusa ma non so una parola d'inglese. - Poi prosegue - La città è stupenda, oggi illuminata da un sole meraviglioso. Siamo stati (si riferisce a lei ed al marito) anche verso le zone di mare del Salento; poi abbiamo deciso di tornare qui per apprezzare ancora una volta questa bellezza. - Conclude - Ho notato che quando c'è il sole le mura di Lecce si colorano di un giallo intenso, difficile da spiegare a chi è abituato a vedere questi dettagli ogni giorno". 

Una frase - quest'ultima - che fa riflettere sulle potenzialità del territorio e del suo capoluogo; alle volte è utile aprire lo sguardo per percepire meglio le considerazioni che si hanno all'esterno. Insomma, gli stranieri ci sono ma anche gli italiani dicono la loro, con una simpatia unica e inimitabile. Ad ogni modo Lecce sta rispondendo ottimamente alle aspettative di viaggio di chi vi si è recato, nell'attesa che la stagione primaverile faccia il suo corso.

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