Economia

Cala il credito al consumo, cresce il livello d’indebitamento dei pugliesi

Il report elaborato da Confartigianato Puglia segnala il calo dei finanziamenti concessi dalle banche. Lecce è la seconda provincia in cui si eroga più credito (circa 1 miliardo e mezzo). La crisi distrugge il potere d’acquisto delle famiglie

@TM News/Infophoto

BARI  – Il giro d’affari del credito al consumo in Puglia supera i sette miliardi di euro. Ma, nonostante il calo dei finanziamenti concessi da parte di banche o intermediari finanziari, l’indebitamento delle famiglie resta a livelli di guardia, toccando la cifra di 7 miliardi 124 milioni di euro.

 E’ quanto emerge da un’elaborazione del centro studi di Confartigianato imprese Puglia su dati della Banca d’Italia. Analizzando gli importi erogati, 3,45 miliardi sono stati concessi dalle banche, mentre 3,67 miliardi dagli intermediari finanziari. Negli ultimi tre anni i prestiti sono diminuiti del 4,2 per cento e la flessione maggiore si registra in provincia di Bari mentre resta invariata la quota di finanziamenti erogati nel

Salento che perde meno dell’uno per cento. Complessivamente però, dopo il capoluogo, Lecce è la provincia dove si eroga più credito: nel Salento il credito al consumo pesa per un miliardo e 418 milioni, pari al 19,9 per cento del totale.

 Il dato complessivo dimostra, qualora ce ne fosse bisogno, come la crisi e l’inflazione abbiano eroso il potere d’acquisto dei pugliesi che si sono indebitati sempre più, ricorrendo al credito al consumo. Stando alle stime molti contratti di finanziamento sono serviti per l’acquisto di telefonia mobile, tablet, e-book, elettrodomestici, personal computer ed accessori informatici, fotocamere e videocamere che compongono la galassia dei cosiddetti ‘technical consumer goods’.

 Nel credito al consumo rientrano anche i mobili di arredamento, le moto e le auto (che negli ultimi mesi, però, hanno subìto una forte battuta d’arresto). Non sono compresi, invece, i mutui ipotecari per l’acquisto di immobili né i prestiti concessi per finalità professionali, come ad esempio l’autovettura usata per il trasporto dei dipendenti della propria azienda.

Se a partire dal 2002 il credito al consumo è costantemente cresciuto, ha rallentato la sua corda a causa degli effetti della recessione globale. Da allora, il ritmo è altalenante: trimestri positivi si alternano a trimestri negativi.

«Il monitoraggio effettuato dal nostro centro studi regionale – commenta il presidente di Confartigianato Imprese Puglia, Francesco Sgherza – conferma il trend già fotografato lo scorso marzo. Le famiglie pugliesi, la cui propensione al risparmio ha adempiuto negli ultimi anni ad una straordinaria funzione di ammortizzazione sociale, sono sempre più incapaci, a causa della congiuntura economica, di far fronte anche alle piccole spese contando sulle proprie forze”.

 La crisi sta evidentemente mutando il nostro modo di consumare e spendere il denaro: “E’ pertanto fondamentale – aggiunge Sgherza – che il credito al consumo sia sempre di più uno strumento dall’accesso immediato, semplice e, soprattutto, sicuro. Ancora più importante è, però, che si adottino i provvedimenti di politica economica necessari ad incrementare il potere d’acquisto delle famiglie ed a riattivare il circolo virtuoso del risparmio da sempre punto di forza del nostro tessuto sociale e del nostro panorama imprenditoriale, composto in massima parte proprio da imprese familiari”.

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