Venerdì, 30 Luglio 2021
Economia

Export, nel 2013 Salento nuovamente in calo e fanalino di coda in Puglia

Secondo i dati diffusi dalla Camera di commercio di Lecce l'anno s'è chiuso con una flessione dell'8 per cento. Ma il trend è cambiato nell'ultimo trimestre e vi sono discrete aspettative per il 2014. All'estero crescente l'interesse dei Paesi africani, in particolare della Libia e dell'Algeria

Nella foto vino, fra i principali prodotti salentini.

LECCE – L’export salentino è in calo, e il trend negativo è confermato. Secondo i dati diffusi dalla Camera di commercio di Lecce, infatti, il 2013 s’è chiuso con una flessione dell’otto per cento. L’anno precedente il segno meno si era attestato al 4,3 per cento. Il dato, però, avvisa l’ente presieduto da Alfredo Prete, è in parte mitigato dalle cifre registrate nel quarto trimestre che, rispetto ai quelli precedenti, ha prodotto un incremento del 9,5 per cento. L’auspicio, dunque, è inversione di tendenza possa essere confermata nell’anno in corso.

Saldo attivo sul piano dei bilanci per 163 milioni di euro, comunque. Il Salento ha venduto all’estero beni per 409,7 milioni di euro e ne ha acquistati per oltre 246 milioni.

I dati di Lecce rispecchiano, in ogni caso, quelli delle altre province pugliesi. In totale, il settore delle esportazioni è risultato in calo in tutta la regione per il 10,4 per cento. La cifra ha subito la forte influenza dal segno negativo di Taranto (-48,9 per cento, un vero crollo), seguito da Brindisi -10,6 per cento). Positiva, invece, la variazione per la provincia di Bari (in attivo del 10,8 per cento) e della Bat (in ascesa dell’8,6 per cento). Invariata o quasi quella di Foggia (0,3 per cento). A livello nazionale le esportazioni non hanno subito variazioni consistenti rispetto allo scorso anno (-0,1 per cento).

Le regioni che hanno maggiormente frenato l’espansione dell’export, oltre alla Puglia, sono la Sicilia (-14,8 per cento), la Sardegna (-15,5 per cento) e la Liguria (-6,2 per cento). In salita invece Marche (+12,3 per cento, miglior performance), Piemonte (+3,8 per cento), Veneto (+2,8) ed Emilia Romagna (+ 2,6 per cento).

In Puglia si è riconfermata Bari la provincia trainante delle esportazioni, rappresentando il 52 per cento sull’export regionale, seguita da Taranto che ha coperto il 16 per cento delle vendite all’estero, il cui contributo però si è quasi dimezzato nell’arco di un anno (nel 2012 l’export tarantino rappresentava il 28 per cento di quello pugliese). Brindisi e Foggia ha contribuito rispettivamente per l’11 e il 10 per cento, mentre fanalino di coda è stata proprio la provincia di Lecce con il 5,2 per cento, preceduta dalla Bat  con il 5,7 per cento.

(Consulta il grafico)

I settori

Il settore delle macchine e delle apparecchiature, quello trainante dell’export salentino, ha registrato una flessione di oltre il 19 per cento, per 157,7 milioni di euro. In calo dell’11 per cento anche il comparto moda, con oltre 80 milioni. L’abbigliamento ha fatturato all’estero 44 milioni e registrato una variazione del -13,4 per cento. Le esportazioni del calzaturiero, con un volume d’affari estero di oltre 26 milioni, ha registrato a loro volta un calo dell’11,8 per cento. Il tessile ha raggranellato un timido +1,8 per cento con vendite per circa 9,8 milioni.

Buone le esportazioni di prodotti alimentari, secondo quanto rilevato dalla Camera di commercio, che hanno registrato un incremento del 4,4 per cento e un volume d’affari di 14,4 milioni. Le vendite estere di bevande (e per la precisione di vino), per un valore di 22,6 milioni, sono cresciute del 21,6 per cento. Anche l’export di prodotti agricoli ha fatto rilevate un incremento consistente, pari al 39,6 per cento, per 11,8 milioni di merci vendute sui mercati stranieri.

Un’eccellente performance (più 88,2 per cento, circa 30 milioni di fatturato estero), ha invece realizzato l’industria della lavorazione di minerali non metalliferi, di cui 24 milioni sono riconducibili  ad esportazioni di cemento, calce e gesso. Anche l’industria dei prodotti in metallo ha registrato un incremento consistente del 35,3 per cento e un fatturato di 29,8 milioni di euro. Le esportazioni di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi sono cresciuti del 2,5 per cento con un fatturato di 11,5 milioni.

Le importazioni

Nel 2013 le importazioni della provincia di Lecce sono ammontate a oltre 246 milioni di euro, in diminuzione del 5,7 per cento rispetto all’anno precedente. Il 20 per cento dell’import, oltre 49 milioni, è stato rappresentato dai prodotti alimentari che hanno registrato un incremento del 17 per cento. Le importazioni hanno interessato oltre 31 milioni di euro in carne e prodotti a base di carne. Il Salento ha importato dall’estero prodotti agricoli per un valore di 28,8 milioni con un incremento del 4,2 per cento.

Consistenti, anche se in leggera flessione (-3,7 per cento) le importazioni di macchinari e apparecchiature (23 milioni) e degli articoli in gomma e materie plastiche le cui importazioni, pari a più di 17 milioni sono diminuite del 5,8 per cento.

Notevolmente in calo (-31,5 per cento) le importazioni di articoli di abbigliamento per un volume d’affari di 18,5 milioni e di articoli in pelle (-41,9 per cento) per un valore di circa 12 milioni di euro. In crescita del 19,2 per cento le importazioni di prodotti di altre industrie manifatturiere per circa 11 milioni di euro, di cui circa 7 costituiti da strumenti medici e forniture mediche e dentistiche e quasi 2 milioni di  euro da gioielli, bigiotteria  e pietre preziose.

I Paesi

I Paesi europei nel 2013 hanno acquistato dalle imprese salentine l’11 per cento in meno, pur confermandosi, con 261,6 milioni i maggiori acquirenti dei manufatti leccesi.

Sono stati Francia (50 milioni), Germania (38,6 miloni) e Svizzera (33 milioni) i principali mercati di riferimento. Verso la Germania e la Francia il Salento ha esportato soprattutto macchinari per un valore rispettivamente di  20 e 17 milioni di euro. La Svizzera, invece, ha acquistato dalle imprese salentine soprattutto capi di abbigliamento.

Il mercato francese, inoltre, ha rappresentato poco più del 12 per cento delle esportazioni totali, mentre quello tedesco il 9,4 per cento e poco più dell’8 per cento quello elvetico. Interessante anche il mercato russo che con circa 11 milioni di fatturato  (di cui 4,3 riconducibili a prodotti in metallo), con una crescita del 41 per cento. Germania e Francia sono stati anche i  paesi europei da cui Lecce e provincia hanno importato maggiormente, rispettivamente  47 e 38 milioni di merci. In particolare dalla Germania prodotti alimentari (11 milioni) e articoli in gomma (11 milioni),  dai francesi soprattutto prodotti alimentari (20 milioni). 

Le imprese salentine, inoltre, hanno acquistato beni per oltre 11 milioni di euro dall’Olanda (prodotti agricoli per circa 3 milioni)  e dalla Spagna (prodotti alimentari per 4,4 milioni).

Dall’analisi dei dati è emerso anche un crescente interesse dei Paesi africani verso il made in Salento. Nel corso del 2013 hanno acquistato merci per oltre 55 milioni di euro con una crescita del 67,3 per cento. Sono stati Algeria (23,5 milioni) e Libia (7,4 milioni) i principali Paesi africani verso cui si sono indirizzate le merci salentine. L’export verso tali nazioni è cresciuto, rispettivamente, del 300 per cento e del 150 per cento.

I mercati algerino e libico hanno acquistato dalle imprese salentine soprattutto cemento, calce e gesso e macchinari. Rimanendo nel continente africano, il Salento ha importato soprattutto dalla Tunisia (5,4 milioni, con un incremento del 40,2 per cento) in particolare capi di  abbigliamento per un valore di 3,5 milioni.

Una flessione del 10,7 per cento l’ha registrato il mercato americano con beni acquistati per un valore di 46,6 milioni. Si tratta di un mercato rappresentato essenzialmente dagli Stati Uniti verso cui si sono esportate merci per un valore di 37 milioni, in diminuzione del 9,3 per cento rispetto allo scorso anno, di cui oltre 30 milioni costituite da macchinari e apparecchiature.

Si sono dimezzate (-54,2 per cento) le esportazioni verso l’Oceania (10 milioni) e anche verso i paesi asiatici (35,9 milioni) si è rilevata una flessione (-19,2 per cento). Tra questi ultimi è stata l’Arabia Saudita il principale  partner commerciale con 8 milioni di merci acquistate dalle imprese leccesi (di cui 6,8 riferiti a macchinari e apparecchiature) e una  crescita nell’anno del 22,6 per cento.

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