Economia

Lecce e Brindisi escono dall'Unioncamere di Puglia

Contraddizioni su statuto e mancanza di convergenza tra gli enti camerali della regione. Le Camere di commercio di Lecce e Brindisi non riconoscono il nuovo presidende Farace ed escono dall'Unione

Il presidente della Camera di commercio di Brindisi Malcarne (a sinistra) con il presidente Prete

LECCE - Contraddizioni con lo statuto e la mancanza di intesa tra gli enti camerali di Puglia. Alfredo Prete e Alfredo Malcarne, presidenti della Camere di commercio di Lecce e Brindisi. Luigi Farace, attuale presidente di Unioncamere Puglia.

Lo confermano senza mezzi termini, i primi due, che non riconoscono a Farace, la carica alla presidenza dell'associazione delle Camere di commercio pugliesi, che già deteneva dal maggio del 2006. Incongruenze legate al varo del nuovo statuto? Non solo. "E' una questione di senso democratico delle cose", dicono. Motivo per il quale le giunte camerali di Lecce e Brindisi, ancora per qualche mese - vale a dire fino a quando la nuova legge obbligherà l'adesione dei cinque enti camerali all'Unioncamere Puglia -, sono propense, ma è praticamente già deciso, a uscire dall'associazione.

Sulla decisione di Prete e Malcarne, che sembra ormai irreversibile, grava l'attuale statuto di Unioncamere, che non prevede, ancora, la possibilità di una terza elezione di Farace, ma solo due. Ora, essendo stato eletto la prima volta nel maggio 2006, poi ad aprile 2007, Farace è stato ultimamente rieletto dalle giunte delle Camere di commercio di Bari, Foggia e Taranto (con quest'ultima che è attualmente commissariata), contando proprio sul passaggio del mandato che da biennale passa a triennale.

Nella conferenza stampa tenuta stamani presso l'ente camerale di Lecce, i due presidenti hanno ribadito la questione, ma poi si sono soffermati su un altro aspetto: "I presidenti delle Camere di Lecce e Brindisi sono stati convocati d'urgenza a Bari, per partecipare al Consiglio direttivo di Unioncamere per eleggere il nuovo presidente - ha spiegato Prete - senza ricevere prima nemmeno una telefonata di cortesia da parte di Farace. Ma al di là di questo - ha aggiunto - non abbiamo mai compreso perché questa urgenza".

L'incarico a presidente di Unioncamere di Farace sarebbe dovuto terminare il prossimo 21 aprile, quindi quello che si chiedono Prete e Malcarne è se "abbia voluto anticipare i tempi delle elezioni senza attendere l'iter di rinnovamento degli enti camerali, considerando il fatto, poi, che per essere presidente dell'associazione delle Camere di commercio di Puglia bisogna anche ricoprire l'incarico di presidente di un Ente camerale. Va da sé - hanno continuato - che appare evidente l'anomalia, con il risultato che all'interno di Unioncamere Puglia - sempre secondo i due presidenti - non c'è più rappresentatività, né democrazia".


Pesa su tutta la discussione, e in maniera non poco determinante, quel che ha spiegato poi il presidente della Camera di commercio di Brindisi Malcarne: "Di fronte la dubbia legittimità riguardo all'incarico che oggi ricopre Farace, non possiamo fare altro che ricorrere attraverso le vie giudiziarie, proprio per la mancanza di senso democratico a cui assistiamo. Unioncamere, va ricordato - ha concluso Malcarne - non è un club di presidenti, ma un'associazione che gestisce quasi la metà dei bilanci delle singole Camere di commercio di Puglia, denaro pubblico. Ora, non possiamo dare queste risorse a chi ha un dubbio per poterli gestire. Ci fanno così dubitare della sua capacità democratica di lavorare nel gruppo delle Camere di commercio di Puglia".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Lecce e Brindisi escono dall'Unioncamere di Puglia

LeccePrima è in caricamento