Mercoledì, 16 Giugno 2021
Economia

“Restituire al territorio ciò che territorio e persone danno alle aziende”

Pugliese, amministratore Conad: "La politica delle nostre sette cooperative è da sempre quella di promuovere i fornitori locali"

LECCE - Francesco Pugliese è dal 2004 amministratore delegato e direttore generale di Conad, organizzazione cooperativa leader in Italia di imprenditori indipendenti del commercio al dettaglio e questo pomeriggio ha preso parte all’incontro organizzato dall’azienda, presso l’auditorium della parrocchia di San Giovanni Battista, nell’ambito della manifestazione “Il grande viaggio insieme”.

Tema dell’incontro “Fare comunità nella comunità di Lecce”. Domanda da cui ha preso spunto la discussione è stata “Dove stanno andando le nostre comunità?” Per rispondere al tema, Conad ha incaricato l’istituto di ricerca Aaster di condurre uno studio sulla comunità locale leccese, con l’obiettivo di ricostruire le dinamiche che la attraversano, in questi tempi di profondo cambiamento sociale, culturale ed economico. I risultati della ricerca saranno presentati in occasione dell’incontro, nell’ambito dell’iniziativa Il Grande Viaggio Insieme.

a sinistra il neo sindaco Carlo Salvemini-2Vi hanno partecipato don Gerardo Ippolito, parrocchia di San Giovanni Battista; Aldo Bonomi, direttore Consorzio Aaster; Francesco Pugliese, amministratore delegato Conad; Luciana Delle Donne, fondatrice e CEO Cooperativa sociale “Officina Creativa” Made in Carcer; Raffaele Gorgoni, vicepresidente Fondazione La Notte della Taranta; Don Attilio Mesagne, direttore Caritas Diocesana Arcidiocesi di Lecce; Antonio Quarta, amministratore unico Quarta Caffè; Carmelo Rollo, presidente Legacoop Puglia e Rosa Vaglio, presidente Associazione “Diritti al Sud”.

Una sorta di fuori programma è stato l’arrivo del nuovo sindaco di Lecce Carlo Salvemini, giunto nell’auditorium subito dopo l’insediamento a Palazzo Carafa.

Ad Francesco Pugliese, con il Grande viaggio insieme, Conad giunge nelle piazze italiane per parlare con le persone. Da nord a Sud, è emersa una domanda comune da parte dei consumatori?

"Tre anni fa Conad ha iniziato questo grande tour nelle cuore delle province italiane con uno scopo: raggiungere le persone, ascoltarne i bisogni, capire in che direzione sta andando l’Italia “vera”. È stato ed è un viaggio illuminante. Le decine di incontri, dibatti che abbiamo organizzato ci hanno dato una fotografia dell’Italia profondamente diversa rispetto a qualche anno fa. Dopo vent’anni di individualismo sfrenato oggi gli italiani riscoprono i valori dello stare insieme e del condividere, di fare comunità".

"Anche l’essere comunità oggi ha acquisito un nuovo significato, che è quello di coltivare un’identità comune e cercare in essa la strada per uscire dallo stallo economico che affligge il Paese da troppo tempo, e che ha colpito in particolar modo il Sud del Paese. Gli anni di questa crisi economica hanno letteralmente fatto a pezzi la società italiana, e anche se il nostro Pil torna debolmente a crescere il Paese non ha ancora trovato la spinta per rimettersi in pari con l’Europa: il ceto medio, che nel passato aveva guidato il cambiamento e l’evoluzione sociale, si è assottigliato, sono cresciute le disuguaglianze sociali, le nuove generazioni sono ancora senza prospettiva".

"Le comunità stanno cercando la strada e le opportunità per ripartire, ma con modalità differenti rispetto al passato. Alla classe dirigente queste persone chiedono di uscire dall’incertezza politica e sociale, e una spinta decisiva per ricominciare a crescere in maniera più etica e sostenibile. In prima fila ci sono le nuove generazioni, troppo a lungo trascurate dalla politica negli ultimi anni". 

"Si respira una grande voglia di svoltare, e anche la classe dirigente deve fare la propria parte. Anche il mondo produttivo che ha la grande responsabilità di dover restituire al territorio ciò che il territorio e le sue persone danno alle aziende in termini di risorse e di fiducia". 

Lei tiene molto a questo punto: “Passare da un concetto di posizionamento a conquistare un posizione”. Può spiegare?

"Se vuoi essere una grande impresa non puoi limitarti a perseguire il ‘posizionamento’ sul mercato, devi aspirare avere un ruolo nella società, ad “esserci”. L’impresa non può pensare a se stessa come a una cattedrale nel deserto, che agisce in maniera avulsa dal territorio in cui cresce. Questo è accaduto per troppo tempo in Italia, soprattutto nell’Italia del Mezzogiorno, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Il mondo produttivo deve prendersi la sua parte di responsabilità e fare in modo che la sua crescita sia la crescita di tutto il territorio, ripensando il suo ruolo sociale".

"Come? Noi di Conad lo facciamo sostenendo concretamente il mondo dell’associazionismo e del volontariato, promuovendo la cultura, gli sport minori, l’istruzione. Nel 2016, le somme destinate ad attività di responsabilità sociale ha superato i 23 milioni di euro, più 2,8 milioni di euro destinati all’acquisto di attrezzature informatiche e multimediali per le scuole e altri 2,3 milioni per il terremoto che ha colpito il Centro Italia. E a questo si aggiungono i contributi delle singole cooperative e dei soci imprenditori, che finanziano singolarmente le associazioni sportive della zona, le piccole associazioni di volontariato, le feste di quartiere". 

Oltre 2700 soci imprenditori e più di 51mila dipendenti. Per Conad ci sono le persone oltre le cose e sembra che produttori e consumatori siano la stessa cosa. E’ davvero così?

"Non sono la stessa cosa ma sono tutti parte della stessa comunità. Ciò che differenza la rete di Conad alle altre insegne della Gdo è proprio la rete di soci imprenditori e cooperatori. Sono il nostro valore aggiunto, perché sono il nostro filo diretto con le persone. Mi piace ripetere che noi di Conad siamo una cooperativa di “bottegai”, che hanno da un certo punto di vista preso il posto delle latterie di quartiere". 

"Circa un terzo dei nostri 3.169 punti vendita ha una superficie media sotto i 500 metri quadrati, sono supermercati medio piccoli, negozi di prossimità. Sono quindi il negozio ‘sotto casa’ dove i cittadini vanno a fare la spesa quotidiana, si fermano a chiacchierare con l’addetto al banco salumeria, conoscono i cassieri uno a uno, spesso anche il socio imprenditore, e mandano i figli nelle stesse scuole e nelle stesse palestre. Ecco perché per Conad è naturale crescere con queste comunità".

Francesco Pugliese ad Conad-2 Conad tiene molto anche al concetto di prossimità. Quindi l’azienda può muovere l’economia locale e creare opportunità di lavoro? Anche nel Salento possiamo immaginare questo contributo da parte di Conad?

"Conad può considerarsi a pieno titolo un’insegna di prossimità non solo perché è vicina ai consumatori, ma anche ai fornitori. È il nostro modo di partecipare concretamente alla crescita del territorio. Dall’Italia proviene il 95% dell’ortofrutta venduta nei nostri punti vendita, italiana è la filiera di latte e derivati, del pomodoro e di altri vegetali in scatola dei prodotti a marchio Conad, e italiane sono tutte le 270 referenze della linea d’eccellenza Sapori&Dintorni, molti dei quali pugliesi".

"Anche la politica usata dalle nostre sette Cooperative sul territorio è da sempre quella di promuovere i fornitori locali: nel complesso le nostre cooperative coinvolgono 6.161 imprese. Conad Adriatico, che opera nel Salento, ha rapporti di fornitura con 756 aziende locali per un giro d’affari di 114,9 milioni di euro nel 2016".  

Lei afferma che oggi non basta più essere una grande azienda per conquistare la fiducia dei consumatori. Cosa deve avere in più una grande azienda per essere premiata dalle persone?

"Mi piace pensare che la fiducia si conquisti prendendosi cura delle persone, offrendo qualità, sicurezza, trasparenza, e puntando sul concetto di relazione, che oggi è diventato per i cittadini un valore irrinunciabile. Al consumatore moderno non puoi più limitarti a offrire il prodotto, quello lo compra su mille canali differenti. Devi sapere offrire esperienza e relazione, contatto umano e fiducia, risposte immediate.  Mettendo la lealtà in cima a tutto". 

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