Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Economia Centro / Viale XXV Luglio

Enti locali, lavoratori in presidio. Cinque proposte da inviare al Governo

Una manifestazione pacifica e unitaria, per chiedere al prefetto, Giuliana Perrotta, “di far presente al Governo centrale il disagio, la sofferenza e lo stato di frustrazione che in questo momento i lavoratori stanno vivendo”, come si legge nel documento di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl

LECCE – I lavoratori degli enti locali si sono ritrovati questa mattina in presidio davanti alla prefettura. Una manifestazione pacifica e unitaria, per chiedere al prefetto, Giuliana Perrotta, “di far presente al Governo centrale il disagio, la sofferenza e lo stato di frustrazione che in questo momento i lavoratori stanno vivendo”, come si legge nel documento consegnatole dai segretari generali dei tre sindacati, Simone Longo (Fp Cgil), Giuseppe Melissano (Cisl Fp) e Antonio Tarantino (Uil Fpl).

Tutto questo nel giorno in cui il ministro del lavoro, Giuliano Poletti, è giunto a Lecce per presenziare a un incontro con i giovani presso le Officine Cantelmo di Lecce (di cui riferiremo a parte, Ndr).

“I lavoratori e il sindacato lanciano una sfida - scrivono ancora - per un vero processo di riforma sul riassetto istituzionale, la riprogettazione delle funzioni locali, la valorizzazione delle competenze professionali, il rilancio dei servizi al territorio e la crescita delle comunità locali”. 

Sono cinque le proposte avanzate per fronteggiare il periodo e guardare in prospettiva

La prima, “avviare cabine di regia, nazionale e locali, per la definizione delle funzioni da attribuire a ciascun livello amministrativo (Comune, Provincia, Città metropolitana, Unione dei Comuni) in base alle specificità di ciascun territorio”. La seconda: “Applicare costi standard e Lep (livelli essenziali delle prestazioni) a tutti gli enti locali, centrali unificate di acquisto regionali”.

I lavoratori si spingono oltre e sul turn-over generazionale, asseriscono: “Le nuove norme nascondono nuovi tagli agli organici, il personale che andrà in pensione (43 mila nei prossimi quattro anni) sarà sostituito solo in parte”. Per questo, i sindacati chiedono un “reale turn-over generazionale con almeno 50mila giovani per portare innovazione, velocità, cambiamento organizzativo”.

Atra richiesta al prefetto, perché se ne faccia portavoce nelle alte sfere, quella di innovare con la partecipazione. “L'innovazione organizzativa deve essere perseguita attraverso la possibilità per i dipendenti, insieme a cittadini e contribuenti, di entrare nel merito di come deve essere organizzato e funzionare il servizio”. E dunque: “No a tagli lineari, sì alla razionalizzazione e all'integrazione di funzioni, a partire dalla Camera di commercio”.

Quinta è ultima proposta, il rilancio della contrattazione. “L’ingiusto blocco del Ccnl, che dura ormai dal 2010, deve essere superato”, tuonano i sindacati. “I dipendenti degli enti locali – concludono -non devono pagare per la cattiva gestione dei bilanci, la mancata trasparenza e un sistema di controlli carente che penalizza la certezza delle risorse”. 

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