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Shopping prenatalizio, negozi deserti e boom di mercatini e centri commerciali

Nove giorni a Natale e la crisi si fa sentire. Grande afflusso di cittadini e visitatori, ma per le vie del centro a essere presi d'assalto sono soprattutto i mercatini e le bancarelle. E tra gli esercenti c'è chi si accontenta di esigui ricavi per evitare il tracollo

LECCE – Un Natale così non si vedeva da trent’anni. E, anche allora, c’erano sempre speranze per un futuro migliore. Sarà perché tra oggi e domani la maggioranza dei leccesi chiuderà i conti con il fisco, sarà che ancora non si percepisce l’uscita dal periodo di crisi economica, sarà per l’elevato tasso di disoccupazione giovanile e di chiusure di molte attività imprenditoriali, ma ieri sera, nelle principali arterie commerciali della città l’impressione era davvero deprimente: le vie dello shopping deserte, nonostante molti esercizi abbiano esposto prezzi da saldi di fine stagione.

Buste e pacchetti c’erano, in realtà, ma le griffe dei grandi marchi non si vedevano. Piuttosto buste di plastica anonime, o quelle dei centri commerciali, che pure stanno vivendo pienamente la crisi, con merce da confezionare a casa. E questo, si sa, fa pensare ad acquisti economici ed effettuati per la strada. Un boom vero e proprio quello di bancarelle e mercatini dell’usato che, rispetto ai negozi, registrano un’affluenza crescente di clienti già dall’autunno scorso.

E' un aspetto, quest’ultimo, che va letto in entrambe le direzioni: grande richiesta di merce a prezzi d’occasione, in primo luogo, e l’esigenza di ricavare denaro contante dalla vendita dei propri oggetti dall’altro.

Inutile girarci intorno, checché se ne dica, l’usato è il bene che rende meglio in questo periodo. Lo si può riscontrare anche dalla semplice presa d’atto che i mercatini, in ogni quartiere cittadino, stanno spuntando come i funghi in un bosco. Senza contare il successo dei mercati dell’antiquariato e modernariato di fine mese che si contendono i clienti migliori che, ormai, hanno acquisito anche una certa esperienza riuscendo a fare affari con somme veramente esigue.

Ritornano a popolarsi le librerie che offrono soluzioni per tutti i portafogli. Anche se i libri per i più piccini sono i più salati, ne sanno qualcosa le mamme alla perenne ricerca di qualche numero mancante dell’infinita saga di Geronimo Stilton, il topo investigatore, o degli intramontabili personaggi dell’universo Disney. Ma per i figli qualche sacrificio in più si fa ben volentieri, nei limiti del possibile.

Lo sanno bene i giocattolai che quest’anno in particolare sono stati assediati da genitori in preda a crisi di nervi per la cronica mancanza degli oggetti preferiti dai piccini, quasi sempre i beniamini dei cartoni animati come Peppa Pig, Paw Patrol, Sam il Pompiere, Spongebob, e chi più ne ha più ne metta. E pensare che trent’anni addietro con la stessa cifra con cui oggi si riesce a malapena a comprare una action-figure di spiderman i nostri papà ci facevano trovare sotto l’albero il camper di Big-Jim con accessori e personaggi inclusi.

Non se la passano male le profumerie che appagano anche i più esigenti con prezzi interessanti: tra trousse di trucchi, profumi e creme per il corpo, confezioni d’intimo e dopobarba, accessori e prodotti di bellezza c’è l’imbarazzo della scelta. Ma questo è l’anno dei regali alternativi, non soltanto intelligenti, che potremmo definire addirittura “scaltri”. Come non valutare, con i tempi che corrono, un invito a cena per due con data da destinarsi? O un buono per una giornata di relax in una lussuosa spa?

Vanno per la maggiore, a tal proposito, anche le mini liste viaggio. Da qualche anno, se ne sono rese conto anche le agenzie turistiche, si vendono pacchetti economici per fine settimana all-inclusive che non superano i trecento euro a coppia. Certo non ci si può aspettare di andare ai Caraibi, ma di posti spettacolari e tutti da scoprire l’Italia non ha nulla da invidiare a nessuno, no?

E che dire di sciarpe, borsette, pendant di guanti e berretto, foulard, piccoli gadget elettronici e ricariche telefoniche? Sono i pensierini del Natale a cinghia stretta che non disdegnano anche la beneficienza. Avendo poco a disposizione perché non spendere quelle piccole somme per fare un regalo equo e solidale? Il Mercat’Ant è una delle iniziative di quest’anno ma ci sono i punti vendita dell’Unicef e volontari delle associazioni che sostengono la ricerca e gli enti assistenziali.

Sembrano non conoscere crisi, al contrario, le bancarelle ai quattro angoli della città. Piazza Mazzini e piazza Libertini sono state invase da frotte di regalomani che nella seconda domenica prenatalizia, complice un efficiente blocco del traffico, hanno potuto passeggiare in tutta calma tra le baracche allestite in pieno centro. Degna di nota anche la presenza degli ambulanti che, accampati alla bell’e meglio su lenzuola etniche, hanno messo in bella mostra l’eccellenza del mercato della contraffazione. E ce n’era davvero per tutti i gusti. C’è solo da augurarsi che le cose vadano meglio. Eppure, come insegnavano i nonni, chi si accontenta gode, perché la salute, quella è un’altra storia…

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