Giovedì, 29 Luglio 2021
Economia

Ex Lsu con il fiato sospeso. La logorante attesa sul taglio degli stipendi

L'incontro presso l'assessorato regionale al Lavoro con l'azienda Dusmann (aggiudicataria dell'appalto di pulizie) e sindacati procede a rilento. La richiesta: salvaguardare i livelli salariali, rispettando le condizioni precedenti. Un dramma per quasi 4 mila famiglie

I manifestanti questa mattina davanti alla Prefettura.

LECCE – E’ il giorno della resa dei conti a Bari. Il giorno in cui si dovrebbero decidere, una volta per tutte, le sorti degli addetti alle pulizie della scuola dell’intera regione. Presso la sede dell’assessorato al Lavoro, il tavolo con i segretari di Filcams Cgil, Uiltucs Uil e Fisascat Cisl (locali e regionali) procede da ore e l’attesa si carica di ansia per i 4 mila interessati al problema del dimezzamento degli stipendi e delle ore di lavoro.

La richiesta dei sindacati, messa sul piatto e rimasta ancora senza risposta, è che nel passaggio di ditta sull’appalto delle pulizie del Miur, che passa attraverso la gara Consip, non si perda neppure un’ora di lavoro e un centesimo in busta paga. La salvaguardia dei livelli salariali ed occupazionali rimane l’imperativo di una lunga battaglia combattuta, a suon di manifestazioni, sit-in ed occupazioni dall’inizio dell’autunno, in Puglia come in Campania.

Ormai il tempo stringe e manca una manciata di giorni, se non di ore, alla concretizzazione del progetto della ditta Dussmann, che si è aggiudicata la gara, di operare tagli drastici a partire dal primo gennaio del nuovo anno. La sforbiciata dovrebbe arrivare al 50 percento, con una riduzione del monte ore settimanale fino a 18 per ciascuno. Un dramma in piena regola per centinaia di famiglie, 850 nella sola provincia di Lecce. Con la Puglia a fare da apripista nazionale nell’appalto giocato al ribasso, al pari della vicina Campania in cui, però, la protesta è stata talmente esasperata da determinare il blocco dell’iter procedurale.

DSCN0294-2Dalle stanze dell’assessorato al Lavoro, però, non trapelano ancora notizie confortanti: per quanto anche l’assessore al ramo, Leo Caroli, abbia ribadito la volontà di non far arretrare la Puglia rispetto a quanto avvenuto nel resto del Paese, l’azienda tedesca (con sede in Italia) sembra voler prendere tempo sul punto e l’incontro risulta sospeso nella logorante attesa di una chiara presa di posizione. Risolutiva della preoccupante vertenza.

Nel corso della mattinata, intanto, i lavoratori si sono dati appuntamento sotto i portoni della prefettura di Lecce per ribadire le ragioni della protesta. Non sono nuovi a queste azioni, considerato che solo poche  settimane addietro avevano deciso di organizzare un’assemblea permanente all’interno della sede del Provveditorato agli studi di Lecce. E ancora prima l’occupazione aveva disordinato la ruotine delle lezioni scolastiche all’interno dell’istituto tecnico commerciale “Costa” del capoluogo. 

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