Cassa integrazione, nuova impennata in provincia di Lecce. L’allarme di Uil

E’ il preoccupante risultato del terzo rapporto annuale della Uil sulla domanda espressa dalle imprese salentine. A marzo autorizzate 701 mila ore di cig contro le 163 mila di febbraio. Il segretario Giannetto: “Un triste primato per il territorio”

Una delle tante manifestazioni davanti alla prefettura.

LECCE - Torna a crescere la domanda di ammortizzatori sociali da parte delle imprese salentine. Secondo il terzo rapporto annuale a cura della Uil, Servizio politiche del lavoro, nel mese di marzo la cassa integrazione ha registrato un vistoso aumento rispetto al mese precedente (+ 328,2 per cento). Forte l’incremento della cassa in deroga (+5.058 per cento), che passa dalle 4 mila e 844 ore autorizzate a febbraio alle 249 mila e 871 di marzo. Ma è la cassa straordinaria a registrare l’aumento più consistente, pari a +21.738,4 per cento (da 513 ore a 249 mila). Riguardo alla cassa integrazione ordinaria, a febbraio l’Inps ha autorizzato 158 mila e  559 ore, che a marzo sono diventate 339 mila e 957 (+114,4 per cento).

Complessivamente, nel mese di marzo, sono state autorizzate 701 mila e 859 ore di cig contro le 163 mila e 916 di febbraio (+328,2 per cento) e le 664 mila e 794 di marzo 2013 (+8,9 per cento). Un triste primato che pone Lecce tra le prime dieci province italiane per gli aumenti più consistenti, dopo Oristano (+740,2 per cento), Ragusa (+639,6), Pescara (+519,8), Parma (+404,9) e Piacenza (+367,9).

“E’ un dato, quello della cigs, che impensierisce non poco– commenta il segretario generale Uil Lecce Salvatore Giannetto - in quanto viene sovente accordata nelle ipotesi di crisi aziendale. Pertanto, ne consegue che aumentano le aziende salentine che rischiano di cessare l’attività produttiva e di attivare altri licenziamenti, facendo crescere così ulteriormente il già disarmante tasso di disoccupazione della regione. E certamente preoccupa pure, ancorché in presenza dei noti problemi di finanziamento dello strumento, la crescita inquietante della cassa in deroga, che in tutta la Puglia è passata dalle 180 mila ore autorizzate a febbraio a quasi 2,5 milioni a marzo”.

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“Di fronte a questo drammatico dato di fatto - prosegue Giannetto - vanno compiute scelte semplici e chiare: in attesa della crescita dell'economia, è necessario garantire, senza andare troppo per il sottile, adeguati finanziamenti, soprattutto per la cassa in deroga. Molti lavoratori aspettano il pagamento del sussidio da cinque o sei mesi e questo è inaccettabile. Quando sarà il momento, è giusto affrontare il tema di una riforma del sistema, ma non a discapito di chi, oggi, necessita di aiuto”. 

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