Domenica, 1 Agosto 2021
Economia

Horizon 2020, l’incontro tra formazione universitaria e leadership industriale

Confindustria Lecce invita il rettore Zara per fissare una linea comune di collaborazione e mettere a frutto le risorse offerte dall’Ue per potenziare la ricerca, aiutando le imprese. “Guardiamo ad obiettivi comuni, partendo da una maggiore comprensione reciproca”

LECCE - Tornano anche per il 2014 gli appuntamenti del ciclo “La responsabilità sociale ed economica delle imprese” promosso dall’Associazione degli industriali per confrontarsi con i diversi rappresentati delle istituzioni territoriali, con l’obiettivo di dare maggiore centralità alle imprese. E trovare una via d’uscita alla difficile congiuntura economica che sta mettendo in ginocchio il sistema Paese.

A seguito del rinnovo del vertice dell’Università del Salento, Confindustria Lecce ha inteso avviare un dialogo costruttivo e proficuo anche con il neo rettore e nel pomeriggio, presso la sede sociale, si è tenuto l’incontro con Vincenzo Zara sul tema: “Università e imprese: quali sfide nella prospettiva di Horizon 2020”.

Horizon è un progetto finanziato dall’Unione europea che mira a promuovere la ricerca e l’innovazione a partire dalla premessa che, nel corso degli ultimi vent’anni, l’Europa non è riuscita a conquistare un posizionamento strategico in questo settore. E le criticità maggiori si sono riscontrate proprio sul territorio italiano, nonostante il Paese possa comunque contare su un pool di ricercatori di elevata qualità e produttività. Non adeguatamente valorizzato, evidentemente. O forse poco abituato al dialogo con il contesto esterno, ha suggerito il rettore Zara che dell’apertura verso tutte le istanze che provengono dal tessuto economico – sociale (compreso il mondo delle imprese) sta facendo la sua bandiera.

Il primo scoglio individuato proprio dal ministero dell’Istruzione italiano, nell’ambito della relazione stesa per il programma Horizon 2020, sta nel fatto che “nonostante gli sforzi compiuti, permane una difficoltà a trasformare i risultati della ricerca in innovazioni di processi e di prodotti capaci di rispondere con sollecitudine ai bisogni dei cittadini”. E questa difficoltà emerge particolarmente nel confronto con i competitor , per esempio in termini di capacità progettuale ed export ad elevato contenuto tecnologico, dalle collaborazioni tra sistema pubblico e sistema delle imprese.

Coerentemente con quanto emerso dal programma europeo, lo stesso Zara ha individuato proprio nelle competenze specifiche dei ricercatori, “coltivate con la stessa gelosia di un piccolo orticello”, il punto di partenza per la creazione di un network di conoscenze, messe quindi in condivisione. E modellate anche sulla domanda che proviene dal mercato del lavoro e dal sistema delle imprese italiane, salentine in particolare.

Si tratta, dunque, di un mutamento di prospettiva che ha incontrato il pieno sostegno degli industriali: non può essere la comunità accademica ad affacciarsi sul territorio con la propria offerta preconfezionata, quanto il contrario. In una prospettiva bidirezionale, la formazione accademica si modella sui bisogni della comunità e li indirizza contemporaneamente.

Gli interventi degli associati a Confindustria, del resto, lamentavano proprio lo scollamento, vistoso ed atavico, tra il sistema universitario italiano e il tessuto produttivo. Tra la formazione accademica generalista e le specifiche competenze, richieste proprio dalla dirigenza delle imprese. “Da sempre – ha affermato il presidente di Confindustria Lecce, Piernicola Leone de Castris - mondo imprenditoriale e sistema della formazione universitaria e della ricerca sono chiamati a rinnovare le proprie relazioni per fornire migliori servizi alle imprese ed al territorio. In tale ottica si inquadra l’incontro con il rettore Zara, con il quale auspichiamo di collaborare nell’ambito del programma europeo per incrementare la ‘leadership industriale’ e puntare al raggiungimento dell’‘eccellenza scientifica”.  “Abbiamo la possibilità di sfruttare al meglio le risorse che l’Ue mette a disposizione– ha concordato il rettore –, ma dobbiamo guardare ad obiettivi comuni e lavorare insieme perché volare alto si può”.

Il punto di partenza per una nuova e proficua collaborazione passa, però, dalla decodifica dei linguaggi usati, rispettivamente, dall’Università, da Confindustria e dalla società civile. La chiave di volta, in altre parole, è la comprensione reciproca. E proprio al fine di mutare la percezione comune dell’Università come una torre d’avorio, inaccessibile, il rettore sta predisponendo diverse novità orientate alla semplificazione della comunicazione. “Comincerò dalla base, rendendo più intuitivo anche il sito internet istituzionale”.

Il suo ambizioso progetto di “decodificazione” è appena cominciato e prevede un confronto schietto e costante con tutti gli attori del tessuto sociale. Proprio domani Zara sarà, infatti, presso il Castello di Acaya per un incontro fissato dal Comune di Vernole: un appuntamento che s’inserisce nel tour del rettore tra i vari Comuni del Salento. 

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