Martedì, 27 Luglio 2021
Economia

Gestione scalo merci di Surbo: Confidustria chiede intervento del ministro Lupi

Il presidente degli imprenditori leccesi chiama in causa il governo. L'associazione è pronta a occuparsi dello snodo ferroviario, ritenuto fondamentale per il rilancio dell'economica. Ma il tavolo presso la Regione con il gruppo Fs è saltato

A sinistra il presidente Piernicola Leone de Castris.

LECCE – Confidustria Lecce chiede la mediazione del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Maurizio Lupi per ottenere il controllo dello scalo merci di Surbo. Lo snodo ferroviario, infatti, non rientra più nei piani del gruppo Ferrovie dello Stato, ma gli imprenditori salentini sono convinti che il rilancio dell’economia sul territorio dipenda anche dal gap logistico che danneggia la competitività delle imprese della provincia di Lecce: "La Puglia e il Mezzogiorno scontano un problema logistico che si ripercuote sulle condizioni e sui tempi di percorrenza e, di conseguenza, sulla competitività delle imprese e del territorio. Senza contare l’impatto ambientale del trasporto su gomma rispetto a quello su rotaia, che, con quest’ultimo, si ridurrebbe ad un decimo”.

Per questo, con la mediazione degli assessorati regionali ai Trasporti e allo Sviluppo economico, hanno promosso un confronto con il colosso ferroviario, che si è articolato in cinque tappe, da settembre a febbraio. Ma alla vigilia dell’ultimo incontro,  Ferservizi Spa, società del gruppo subentrata nella gestione dello scalo, avrebbe comunicato l’indisponibilità a partecipare. In altre parole, è saltato il tavolo di concertazione dove si stavano valutando due offerte economiche alternative avanzata da Confindustria Lecce come capofila di un’aggregazione di imprese.

La prima prevedeva un canone annuo di 40mila euro l’anno per sei anni, rinnovabile per altri sei con eventuale aumento fino al 100 per cento con esclusivo carico sul soggetto individuato da Confidustria per la manutenzione ordinaria e straordinaria. La seconda, invece, ipotizzava un canone di 80mila euro all’anno, rivisitabile per i successivi sei anni fino al 50 per cento con opzione di acquisto al prezzo di 3 milioni di euro con scomputo dei canoni di affitto già pagati.

Ferservizi avrebbe comunicato che la locazione può avvenire solo sulla base di un canone di 200mila euro e che il relativo contratto dovrà trasferirsi in capo all’eventuale nuovo proprietario per evitare costi e problemi inerenti alla manutenzione o vigilanza. In ogni caso, sia la locazione che la vendita dovranno passare da un avviso pubblico.

Davanti a questa presa di posizione, Confindustria ha definito ondivago e irresponsabile il comportamento di Ferrovie dello Stato e delle società controllate che si sono succedute nel confronto, quasi fosse finalizzato a prendere tempo fino ad una definitiva dismissione dello scalo. Il presidente degli imprenditori, Pernicola Leone De Castris e il vice presidente vicario con delega ai trasporti, Vito Margiotta,  hanno scritto oltre che al ministro, anche al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola e agli assessori interessati, Giovanni Giannini e Loredana Capone, confermando la disponibilità alla gestione: “La riapertura dellos di Surbo,è funzionale alla realizzazione della piattaforma logistica regionale che vede nell’hub di Taranto, negli snodi di Brindisi e di Bari, oltre che di Foggia (Incoronata) i punti fondamentali e strategici”.

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