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Levata di scudi contro depliant sull’erosione in “promozione” alla Bit

Confindustria e le associazioni di categoria stigmatizzano l'iniziativa annunciata da Assobalneari di presentare a Milano un dossier fotografico sullo stato delle coste pugliesi. Coro unanime: "Azione lesiva per il territorio"

LECCE – “Turisti di tutto il mondo, unitevi… ma non venite a ballare nella Puglia, mangiata dall’erosione”. Il messaggio è semplificato, ma i timori sostanziali che si aggirano attorno all’iniziativa intrapresa da Assobalneari Salento di presentare un depliant sullo stato delle coste pugliesi alla Bit di Milano è che poi il senso amplificato che arriva al destinatario sia proprio questo. Capita così che Mauro Della Valle, estroverso presidente della categoria di imprenditori balneari, abbia deciso in una notte d'inverno di portare alla Borsa internazionale del turismo, uno dei massimi momenti di promozione per il settore, un opuscoletto in diecimila copie, per divulgare come un catechismo dei "cattivi precetti" istituzionali la situazione delle coste flagellate dall’erosione.

Quella che appare una singolare e controversa provocazione, lanciata nelle scorse e pronta ad approdare alla kermesse milanese, ha fatto storcere il naso ai più e raddrizzare i capelli a molti esponenti del mondo imprenditoriale, che non si nascondono. Anzi, si federano contro la proposta. A partire da Confindustria, che difende l’importanza di una promozione “seria” ed “incisiva per il territorio”, stigmatizzando l'iniziativa di Della Valle e tacciandola come “lesiva” per gli interessi della Puglia.

“Il problema dell’erosione delle coste, che purtroppo in questi ultimi giorni di maltempo si sta riproponendo con grande rilevanza, - commenta Luca Mangialardo, presidente del sindacato italiano balneari Confcommercio Lecce - è sicuramente da non sottovalutare per una terra, quale è il Salento, che si contraddistingue a livello nazionale per la forte vocazione turistica. Tuttavia, riteniamo che l’iniziativa che Assobalneari intende intraprendere in occasione della Bit di Milano, sia lesiva non solo nei confronti degli operatori del settore balneare, ma soprattutto per tutti gli altri operatori dell’intero comparto turistico che, ogni anno, lavorano duramente per mantenere alti gli standard di qualità dei servizi offerti, contribuendo efficacemente alla creazione di ricchezza economica per il nostro territorio”.

L’analisi di Mangialardo è condivisa da Massimo Rota, presidente regionale di Assoturismo Confesercenti, che, se da un lato ritiene necessario continuare a richiamare l’attenzione della Regione Puglia su un problema per troppo tempo sottovalutato, cioè, quello dell’erosione, dall’altro sostiene l’assoluta “inadeguatezza del modus operandi di Assobalneari che, distribuendo alla Bit di Milano depliant con le foto delle spiagge pugliesi e salentine colpite dalle mareggiate, metterà in serio pericolo non solo l’immagine della Puglia quale terra con un ricco patrimonio artistico – culturale, oltre che paesaggistico, ma soprattutto l’avvio e il buon esito della prossima stagione estiva”.

E più di tutti, Confindustria Lecce boccia l’iniziativa di Della Valle, dal quale già nell’ottobre del 2011 aveva preso le distanze per i modi “poco chiari e gli atteggiamenti non consoni allo Statuto ed al codice etico”: “Non è così – afferma il presidente della sezione turismo, Andrea Montinari, in rappresentanza anche delle imprese balneari associate a Confindustria Lecce – che si contribuisce allo sviluppo del territorio. Sono anni che imprese, associazioni di categoria ed istituzioni lavorano, sia a livello nazionale sia locale, per valorizzare la nostra immagine in Italia e all’estero”.

“Come Confindustria Lecce – prosegue Montinari -, inoltre, stiamo portando avanti numerose attività per far sì che il nostro Salento sia sinonimo di qualità, di attenzione, di rispetto dell’ambiente e a tutela del consumatore. Non è possibile, in un contesto come quello della Bit, cercare di mettere in imbarazzo una istituzione per raggiungere un fine, perché si potrebbe correre il serio rischio di vanificare gli annosi sforzi e l’impegno di un intero comparto”.

Neanche Confindustria si sottrae dall’impellenza di sottoporre la questione dell’erosione a soluzioni concrete, ma attraverso “modi” e “sedi opportune”, senza “atteggiamenti autoreferenziali che non sono idonei al raggiungimento di alcuno scopo”.

Dello stesso parere, Erminia Licchelli, presidente di Confturismo Lecce, secondo la quale “le aziende vogliono essere rappresentate da chi tutela effettivamente i diritti di tutta la categoria e non da chi rappresenta principalmente se stesso. Non è questo il modo di risolvere i problemi, non è con le provocazioni che si ottengono i risultati, ma con il buon senso e la giusta dose di tenacia e di competenza tecnica”.

“L’auspicio di tutti - conclude Alfredo Prete, Presidente di Confcommercio Lecce - è che insieme si possa continuare ad operare per il bene del territorio, cercando da una parte di tutelare, in qualità di associazioni di categoria, gli operatori del settore turistico, dall’altro di promuovere al meglio l’immagine del Salento e della Puglia a livello nazionale e internazionale, consapevoli che la crescita e lo sviluppo del nostro territorio dipende dall’impegno di tutti noi”.

Ma, nello specifico, cosa contiene questo depliant? Le foto dei litorali salentini e pugliesi colpiti dall’erosione, paragonati alle immagini di come le stesse spiagge si presentassero anni fa. Il motivo di questa scelta starebbe nel sensibilizzare l’opinione pubblica sulla “totale indifferenza politica – come precisa Della Valle - soprattutto di quella delegata alla tutela costieradesise2008-2, cioè quella regionale, che più volte punta il dito contro la categoria dei balneari quali responsabili dell’erosione costiera e che oltremodo vengono ancor più puniti dall’approvazione del Piano regionale delle coste, che addirittura revoca le concessioni demaniali per processi erosivi nel tratto di spiaggia concessa”.

“Abbiamo fotografato – spiega ancora Della Valle - tutti gli scarichi in mare in fase di autorizzazione e quelli autorizzati dalla Regione Puglia che più volte versano in mare liquami e non acqua depurata. Adesso basta. Porteremo il depliant alla Bit e chiediamo che le numerose risorse economiche spese da parte della politica alla ‘passerella milanese’ siano risparmiate e messe a disposizione per iniziare un’attenta e professionale cura del prezioso territorio costiero”.


Una battaglia, dunque, di campanile, giocata ancora una volta a colpi di recriminazioni reciproche tra i duellanti, che, però, sembra appassionare nei termini in cui viene affrontata davvero poche persone.

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