Economia

Lievita il tasso dei mutui casa e i leccesi non pagano

Da un'indagine della Federconsumatori, Lecce risulta al secondo posto in merito al ritardo nei pagamenti della rata dei mutui. Il primato spetta a L'Aquila. L'allarme interessa tutte le famiglie

I tassi d'interesse salgono, le rate dei mutui a tasso variabile s'impennano e così aumentano i ritardi dei pagamenti, le insolvenze, i pignoramenti: è quanto sta accadendo ai prestiti per le abitazioni sottoscritti dalle famiglie. Gli italiani non ce la fanno piu' a pagare la rata dei mutui. Sarebbero, infatti, in aumento le esecuzioni immobiliari per insolvenze sui mutui ipotecari. Ed in cima alla classifica non propriamente uno spot allo sviluppo economico ci sarebbero L'Aquila e Lecce. E' l'sos lanciato dalle solite "cassandre", le associazioni dei consumatori, che non e' stato ascoltato, o quanto meno recepito dagli addetti ai lavori.

Così Adusbef, (l'Associazione difesa utenti servizi bancari finanziari) e Federconsuamtori hanno messo a punto uno studio sull'incremento dei pignoramenti, e, attraverso un comunicato, spiegano che ''non erano allarmistiche le previsioni in merito al grave deterioramento del credito ed al rischio di insolvenza per circa tre milioni e 200mila famiglie, indebitate a tasso variabile per precise responsabilità delle banche, se Macquarie Bank Italia, la succursale italiana del gruppo australiano specializzato nei prestiti ipotecari, ha disposto la cessazione dell'attività di erogazione di nuovi mutui a partire da lunedì prossimo, "a seguito delle pesanti ripercussioni generate dall'aumento dei costi del funding, e conseguenti al deterioramento del mercato internazionale del credito''.

Uno dei fattori che ha suggerito tale provvedimento, oltre al peggioramento del mercato creditizio e alle piu' difficili condizioni di finanziamento, ''e' il rischio maggiore d'insolvenza da parte di chi contrae mutui, evidenziato per l'Italia dalla relazione annuale di Bankitalia presentata lo scorso 31 maggio, da un'indagine sull'attivita' di concessione di mutui su un campione di banche''. In base a tale indagine, ''l'aumento del tasso di default trova conferma nella crescita dei tassi di insolvenza registrati dalla centrale dei rischi per il piu' ampio comparto del credito alle famiglie''. La rischiosità è maggiore per i mutui collocati attraverso canali distributivi non bancari, e ''quando si associano condizioni contrattuali di tasso variabile o livelli di prestito elevato rispetto al valore dell'immobile''.


Già nell'autunno del 2007 dal monitoraggio su pignoramenti ed esecuzioni immobiliari si poteva percepire il disagio di migliaia di famiglie strozzate dagli elevati tassi di interesse delle banche (piu' alte dello 0,79 per cento rispetto alla media europea), che perdevano la casa, costata ovviamente sudore e sacrifici. Dalle stime sui dati ufficiali raccolti del numero dei pignoramenti immobiliari nel 2006 e quelli stimati, in base alle informazioni raccolte nei tribunali, nel 2007 l'aumento percentuale e' del 22 per cento a Milano, del 21 per cento a Roma e Perugia, a Napoli, del 24 per cento a Bari, a Brescia e Torinp. Quota più alta occupata da l'Aquila che si situa al 41 per cento, in seconda posizione proprio il capoluogo salentino con il 35 per cento.

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