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Il confronto con il 2022

Macchinari, tessile e pelle: le certezze per l'export delle aziende salentine

La provincia di Lecce e quella di Foggia sono le uniche, in Puglia, ad aver registrato nel primo trimestre dell'anno un saldo positivo della bilancia commerciale. Per i grandi impianti di Brindisi e Taranto importato carbone per un valore di oltre 330 milioni di euro

LECCE – Le province di Lecce e Foggia sono le uniche due, in Puglia, a segnare un saldo positivo della bilancia commerciale nel primo trimestre del 2023.

Rispetto allo stesso periodo del 2022 – riferisce lo studio condotto dall’Osservatorio Economico Aforisma – nella regione si è ridotta la forbice tra il volume delle importazioni, che sono leggermente diminuite, e quello delle esportazioni, lievemente aumentate, ma il saldo complessivo rimane negativo per 428 milioni di euro soprattutto a causa degli acquisti di carbone - per i grandi impianti di Brindisi e Taranto il valore è pari a oltre 330 milioni di euro - e prodotti alimentari.

“Le esportazioni – spiega Davide Stasi, responsabile dell’osservatorio – rappresentano un utile indicatore per poter comprendere meglio lo stato di salute della produzione interna e del commercio mondiale. Ad influire sugli ultimi mesi è soprattutto l’impennata dei prezzi e in generale dei listini. La crescita è dovuta di più all’inflazione che ad un aumento dei volumi che sono cresciuti molto meno. Ma è anche una riprova della competitività del nostro sistema, capace di difendere e conquistare nuovi spazi di mercato, come risulta sempre più evidente nel confronto europeo”.

L’area di Bari continua di gran lunga a essere trainante: il volume dell’import supera il miliardo e 260 milioni di euro, quello dell’export si attesa a 1 miliardi e 155 milioni di euro. Nel dettaglio le aziende della provincia di Lecce hanno esportato beni per un valore di 202 milioni di euro (macchinari, abbigliamento e articoli in pelle ai primi posti) e ne hanno importati per 153 milioni di euro (in testa macchinari, articoli in pelle, prodotti alimentari), determinando un saldo positivo di 49 milioni di euro.

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