Economia

Divise e abbigliamento made in China, cartellino giallo di Filctem al Lecce

Il club giallorosso, primo in assoluto, ha rinunciato allo sponsor tecnico per una propria linea, "M908". Il sindacato dei tessili non approva la scelta di non avvalersi di imprese del territorio

Una parte della linea sportiva presentata dall'Us Lecce per la stagione 2018/2019

LECCE  –  L’Us Lecce non valorizza il territorio salentino, almeno per quanto riguarda la decisione di acquistare divise da gioco e abbigliamento sportivo, anche per il merchandising, “made in China”. Il giudizio, piuttosto netto, viene dalla Filctem Cgil (chimica, tessile, energia, manifatture) pochi giorni dopo la presentazione del marchio "M908".

Il club, infatti, primo in Italia, ha deciso di fare a meno da quest’anno di uno sponsor tecnico e di produrre in proprio una linea tanto per le maglie della prima squadra e delle giovanili, quanto per felpe, tute e attrezzatura sportiva per i tifosi, come illustrato in conferenza stampa lunedì scorso dal vice presidente Corrado Liguori.

“Una notizia che ci ha rattristato – ha scritto in una nota il segretario Franco Giancane -. L’Unione Sportiva Lecce è infatti la massima espressione dello sport salentino, sicuramente uno dei simboli principali dell’identità territoriale. Il club avrebbe potuto scegliere una via diversa, più propriamente orientata alla valorizzazione del territorio, delle sue maestranze, delle professionalità maturate in una lunga tradizione manifatturiera di qualità. Rivolgersi al mercato cinese risponde probabilmente ad una logica di contenimento dei costi”.

Il sindacato, reso pubblico il suo dissenso, lascia però aperto uno spiraglio: “Vogliamo immaginare che una volta superato il periodo di avviamento, lo sviluppo del progetto preveda a breve termine il coinvolgimento delle aziende locali affinché la produzione della maglia giallorossa – che per molti salentini non è un semplice pezzo di stoffa – torni finalmente nel Salento”.

Filctem Cgil non risparmia una stilettata a Confindustria: “Siamo da sempre contrari alle scelte che delocalizzano la produzione: spiace constatare come la notizia sia passata quasi sottotraccia, nel silenzio dei principali interessati, ossia la classe imprenditoriale locale che avrebbe dovuto cogliere l’occasione per rilanciare il connubio con la società calcistica e difendere le eccellenze del territorio”.

La replica dell'Us Lecce

Dal tono sarcastico la risposta del club giallorosso: "L’Us Lecce apprende, dopo tre anni di disinteresse salvo rarissime eccezioni, l’improvvisa disponibilità delle aziende manifatturiere del territorio a realizzare futuri progetti insieme. Sicuramente non mancheranno occasioni future per realizzare forme di collaborazione vantaggiose per tutte le componenti".

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