Ex Manifattura, la società vuole insistere sul progetto del 2011. No al centro islamico

Un rappresentante della società Red srl ha dichiarato in commissione Urbanistica che non c'è l'intenzione di vendere ma ha confermato l'abbozzo di trattativa delle scorse settimane. Sembra scemare quindi l'ipotesi della realizzazione di una università islamica

Una parte dell'edificio di via Birago.

LECCE – Per l’università islamica rivolgersi altrove. Lo ha detto ieri ai componenti della commissione Urbanistica, un rappresentante della Red srl. La società ha fatto sapere che, anziché vendere,  vuol portare a compimento l’idea di riqualificazione della ex Manifattura tabacchi di via Birago per come proposta al consiglio comunale nel luglio del 2011 e poi diventata oggetto di un accordo di programma con la Regione Puglia.

Nel corso della seduta Marco Attanasio ha confermato le interlocuzioni delle scorse settimane con i potenziali acquirenti della Confime, ma ne ha ridimensionato la portata facendo capire che si è trattato di uno scambio informale e nulla più. Non così la pensa Giampiero Paladini, imprenditore leccese a capo di Confime, per il quale una lettera di intenti, con riferimenti a cifre ed acconti, è qualcosa di più di un pour parler. Dunque non si tratta di una bufala, da qualunque punto si voglia giudicare la vicenda che ha scatenato un vespaio di polemiche e di interventi perché l’idea di un centro accademico di matrice islamica, che sarebbe il primo in Europa, spaventa molti. E nei prossimi giorni, se le intenzioni dovessero tramutarsi in un’offerta concreta a suon di milioni, bisognerà vedere che tipo di valutazioni fara Red srl.

Di certo c’è anche la Red srl ha trascorso un periodo di difficoltà economica dal quale sta lentamente riemergendo. Ma questo significa anche che non sono dietro l’angolo gli investimenti immaginati per fare di quegli immensi edifici e dell’area circostante un contenitore multifunzionale con un grande centro commerciale, unità abitative e locali per uffici, oltra ad un’ampia area a verde che si porrebbe come cerniera tra un quartiere fisicamente vicino al centro storico ma in realtà tipicamente periferico.  

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La ripartizione della volumetria secondo il progetto reso noto nel 201 assegna 105mila metri cubi alla parte commerciale, 70mila per il terziario, direzionale, ricettivo e 57 mila per residenza libera. Dei 28 mila metri quadrati destinati a verde e parcheggi, 18 mila andrebbero alle auto, 1500 per la costruzione del nuovo bocciodromo, 4 mila per il verde di quartiere e 3 mila alla realizzazione di una piazza. Tra l’altro manca ancora un elemento procedurale indispensabile e cioè la valutazione di impatto strategico da parte della Regione Puglia.

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