Il melograno salentino conquista tutti: la storia di un hobby diventato business

Un gruppo di amici dal 2015 si è dedicato alla coltivazione di questo frutto dalle proprietà straordinarie. Ora la produzione a Monteroni di Lecce sfiora le 120 tonnellate

In foto: il melograno dell'azienda di Monteroni di Lecce

Monteroni di Lecce – Non solo ulivi e olio, per quanto possibile dopo l'attacco della xylella. Non solo viti e vino di qualità. Il Salento è una terra fortunata e nei campi baciati dal sole è possibile sperimentare nuovi tipi di coltivazioni. Ritornando alla tradizione agricola locale, con una marcia in più.

È il caso dei melograni noti al grande pubblico con il marchio Martino bio. A Monteroni di Lecce esiste infatti un'azienda che coltiva questi frutti favolosi non solo per le qualità estetiche (il rosso brillante fa colpo facilmente) ma soprattutto per le proprietà nutrizionali che li hanno resi famosi in tutto il mondo. E di moda un po' dappertutto, tra le fasce della popolazione più attente agli stili di vita ed al benessere del corpo e dello spirito.

Daniele De Pascalis, uno dei soci fondatori, ci ha raccontato cosa c'è dietro un'impresa brillante che sta regalando grandi soddisfazioni e che, grazie alla piattaforma di vendita sul web, ha fatto breccia nel cuore dei salutisti e sta raggiungendo ogni punto del globo.

Com'è nata l'idea di coltivare i melograni?

All'origine di tutto c'è la passione per l'agricoltura e il desiderio di ritornare alle origini della tradizione: il Salento è proprio una terra votata al melograno, basti pensare che nelle ville di Carmiano e Monteroni sono presenti molti alberi secolari. Abbiamo riscoperto questa tradizione, creandoci intorno un business. Insieme a un gruppo di amici universitari, 5 soci del Sud Italia, abbiamo piantato i primi 500 alberi nel 2015, scegliendo di produrre alcune varietà importate dall'Israele, in particolare Wonderful One, Ako, la melagrana Viola di Monteroni mentre le varietà Emek e Shini sono di proprietà, con diritto di brevetto, dell'azienda Cairo Doutcher. Ci siamo dedicati alle coltivazioni come fosse un hobby, dal momento che siamo tutti impegnati in altri settori professionali. Ma l'impresa è andata bene e attualmente coltiviamo 12 varietà su 10 ettari di terreno complessivi; 10 tipologie commestibili e dai gusti diversificati, compresa la pregiata varietà viola, e 2 tipologie di piante ornamentali.

Quali sono le varietà più richieste dal grande pubblico?

melograno 1-2-2Wonderful one e Ako sono i prodotti di punta, più spendibili sul mercato. La prima è stata prodotta a Copertino dal vivaista Uzi Cairo, dell'azienda Cairo&Doutcher, con il quale continuiamo a collaborare, lanciandoci in alcune sperimentazioni. La Wonderful è la più ricca di polifenoli e antiossidanti, che sono un toccasana per la salute delle persone, ed è un frutto che raccogliamo a ottobre e si conserva naturalmente fino a marzo o aprile. Ma è anche la varietà che ci ha dato più soddisfazioni. L'anno scorso abbiamo raccolto un melograno che pesava quasi un chilo e mezzo per una circonferenza di 48 centimetri: praticamente un record europeo.

L'azienda è in conversione biologica e i pesticidi sono messi al bando. Una scelta obbligata?

In un certo senso sì: proponiamo dei prodotti che sono noti per le proprietà organolettiche e fungono da antitumorali naturali e antiossidanti per prevenire le malattie cardiache. Frutti buonissimi e molto versatili da cui ricaviamo l'acquavite “Melogranello”, realizzata dalla Tenuta Verola, e il miele al melograno prodotto dall'azienda agricola Manca. Non potevamo alterare il gusto e la qualità impiegando sostanze chimiche. Certo, rinunciare ai pesticidi alza i costi e non è semplice. Riusciamo a pulire i campi e le piante dagli attacchi degli insetti e dei temibili afidi impiegando i fiori, come il piretro, le coccinelle, la lavanda e oli minerali. Abbiamo realizzato delle trappole per le mosche della frutta utilizzando una poltiglia di aglio e tabacco che diverte i bambini. È accaduto anche che abbiamo dovuto rinunciare al raccolto per via di un attacco degli afidi, ma in generale i metodi naturali funzionano molto bene e gli alberi crescono a vista d'occhio.

A quale fascia di mercato vi rivolgete?

Il nostro target è quello degli adulti dai 55 anni in su: è questa la fascia più attenta al benessere ed  e paradossalmente anche quella che utilizza con più disinvoltura la piattaforma e-commerce. Il motivo è presto detto: per motivi salute, e per mantenersi in forma, i clienti cercano un prodotto naturale e biologico. Tra i nostri clienti ci sono persone persone che,  spinte da una necessità di curarsi, ordinano vere e proprie scorte di frutti.

Dove è possibile acquistare i prodotti?

Ci affidiamo alla vendita diretta, sul campo, e sfruttiamo piattaforma mywlife.it. Grazie al web abbiamo raggiunto ormai tutto il mondo: riceviamo richieste dal Qatar, dal Singapore e dall'Ucraina. I clienti più numerosi e affezionati sono si trovano però nel Lazio e in Lombardia. Il prodotto del Salento è molto apprezzato nel Nord Italia.

Come siete riusciti a raggiungere il grande pubblico?

Nel melograneto Martino bio ospitiamo presentazioni di libri, organizziamo giornate didattiche con le scuole insieme a veri e propri eventi: ad aprile abbiamo lanciato 20 mila insetti, tra cui le bellissime coccinelle, per contrastare l’attacco delle piante di melograno da parte degli afidi attraverso la lotta integrata. A maggio abbiamo installato le arnie delle api da miele ed a ottobre ripeteremo i “red days”, giornate aperte agli appassionati con visite  guidate nel melograneto. Ci piace creare occasioni per stare insieme e vedere l'entusiasmo dei bambini che, con la loro curiosità, si appassionano facilmente alle meraviglie della natura.

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