Cambiali e assegni, in calo i titoli protestati. A Lecce, Maglie e Poggiardo i casi più numerosi

Nel Salento, nel primo semestre del 2015 si registra un calo dei titoli di pagamento protestati pari a circa l’11 per cento rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. Il 77 per cento delle cambiali ha un valore non superiore ai mille euro

LECCE – Nel primo semestre del 2015 si registra un calo dei titoli di pagamento protestati pari a circa l’11 per cento rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente: 9834 contro 11033. Lo dice il consueto report dell’Ufficio statistica e studi della Camera di commercio di Lecce.

E’ diminuito anche il valore complessivo, passato da 15,1 milioni a 11,8. La flessione riguarda innanzitutto gli assegni – che sono il 6 per cento dei titoli ma ne rappresentano il 20 per cento del valore -, diminuiti nel numero di quasi del 21 per cento e nel valore di circa le metà: 593 pari a 2,4 milioni contro 749 per 4,4 nel primo semestre del 2014. Diminuito anche l’importo medio degli assegni protestati, passato da 5914 euro a 4051.

Anche le cambiali non pagate  - che rappresentano il 92 per cento del totale dei titoli - sono in calo del 10 per cento nel numero e dell’11,5 per cento nel valore, pari a 9,2 milioni di euro. Il valore medio delle stesse è di 1018 euro.

L’analisi per fascia di importo dei titoli protestati, evidenzia che il 77 per cento delle cambiali ha un valore inferiore o al più pari a mille euro e copre il 30 per cento del valore globale di tale strumento di credito, i tagli più elevati superiori ai 5mila euro  rappresentano il 2,6 per cento del numero e il 26 per cento del valore. Discorso completamente opposto per gli assegni:  il 22 per cento del loro numero, pari a 130 titoli, è di importo  superiore ai 5mila euro e copre la somma di quasi 1,5 milioni di euro, il 62per cento del valore degli assegni protestati.

Anche nelle altre province pugliesi si registra un calo dei protesti, sia nel numero che nel valore: Taranto è la provincia che registra la flessione più elevata (-20,4) per numero di titoli protestati, mentre Brindisi è quella in cui è diminuito (-35) maggiormente il valore dei titoli.

E’ Bari la provincia pugliese meno rispettosa delle scadenze, in cui si concentra oltre il 43 per cento del valore degli effetti protestati della Puglia,  con 24,3 milioni di euro e 14006 titoli (circa il 36 per cento dei titoli pugliesi). Segue la provincia di Lecce.

Il capoluogo, Maglie e Poggiardo sono i comuni in cui nei primi sei mesi dell’anno si sono registrati il maggior numero di protesti, rispettivamente con 4,2 milioni, 711mila e 669mila euro. Il comune capoluogo è anche il comune con il maggior numero di titoli protestati  2.722, seguito da Poggiardo  (949)  e Maglie (417).

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Il comune di Sannicola ha il record del valore medio  per titolo protestato più elevato, pari a 9550, bisogna precisare però che tale importo si riferisce ad un’unica cambiale, segue Caprarica di Lecce (5019)  e Castro (4132), anche tali importi sono calcolati su pochissimi titoli. 

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