Domenica, 1 Agosto 2021
Economia

Alle aziende del Salento il marchio “Ospitalità italiana 2013”. Premiate dal ministro Bray

Massimo Bray ha omaggiato le strutture turistiche locali che, nel corso dell'anno, si sono contraddistinte per il miglioramento dei propri servizi. Alla cerimonia, che si è svolta presso la Camera di commercio di Lecce, presenti anche gli operatori di San Foca: hanno sollecitato un intervento anti Tap

L'incontro con il ministro Bray

LECCE  - Le strutture ricettive alle quali è stato riconosciuto il marchio “Ospitalità italiana 2013” sono state premiate direttamente dal ministro dei Beni culturali e delle attività del turismo, Massimo Bray. Nella sala conferenze della Camera di commercio di Lecce, infatti, il politico salentino ha omaggiato quelle imprese locali che hanno dimostrato una crescita degli standard nell’offerta dei propri servizi.

Presenti alla cerimonia, il presidente dell’ente camerale, Alfredo Prete e il presidente dell’Azienda speciale per i servizi reali alle imprese, Marcello de Giorgi.  Nel corso dell’incontro è stata inoltre  presentata  la nuova Guida all’ospitalità Italiana di Lecce e provincia, nel suo nuovo editing. Il marchio "Ospitalità italiana" è una certificazione promossa dalle Camere di commercio italiane e dalle Camere di commercio italiane all’estero, per valutare l'offerta turistica di qualità del Made in Italy.

Ma nel corso della mattinata, si sono presentati anche gli operatori turistici di San Foca, i quali hanno atteso il ministro sulla scalinata dell'edificio che ospita la Camera di commercio,  ringraziandolo per l'impegno assunto per la risoluzione del problema Tap nell'approdo della marina di Melendugno. Un interessamento che il politico salentino ha avuto modo di ribadire durante la cerimonia di premiazione.

Un progetto che "comporterebbe gravi pregiudizi economici della zona e vanifica gli sforzi per assicurarsi quei riconoscimenti come Bandiere blu e Cinque vele, che costituisocon un vanto per tutto il Salento. Si rischia lo scempio ambientale di una spiaggia oggi protetta da una linea di scogliera ad essa parallela (chiamata dai residenti della zona "Isule ascie" ) che costituiscono barriera naturale contro l’erosione e che saranno distrutte dalle perforazioni marine. Si farà scempio della magnifica pineta posta immediate spalle della spaiggia. Il passaggio previsto sulla terra ferma, nella zona "Masseria Capitano", oltre a danneggiare le attività agricole locali, incide su un'area archeologica in particolare interesse già evidenziato dalla carta archeologia della Puglia meridionale", hanno fatto sapere, attraverso un volantino, i commercianti del settore turistico del borog adriatico, rappresentati da Alberto Furante e Alfredo Fasiello.

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