Povertà, Imu e priorità d’intervento: le proposte del sindacato Cisl

La segretaria Ada Chirizzi è intervenuta sui temi della recessione, della pressione fiscale e del documento Imu 2016 proponendo un incremento della detrazione per le fasce deboli

LECCE – Aumentano vertiginosamente, anche nella provincia di Lecce, gli indigenti. Sulla condizione di diffusa povertà, che cresce in misura esponenziale, e sulle problematiche connesse al pagamento dell’Imu è intervenuta, duramente, la segretaria Cisl, Ada Chirizzi: “Nonostante i flebili segnali di ripresa evidenziati dall’ultimo rapporto Istat su reddito disponibile, potere d’acquisto e capacità di risparmio delle famiglie gli indicatori della  nostra provincia confermano  il  perdurare della recessione. Come evidenziato dal rapporto dell’osservatorio economico di Confartigianato Imprese aumentano anche i contribuenti nella fascia più bassa e crolla l’ammontare da lavoro dipendente. Situazione affine per quanto concerne il versante dei pensionati che vedono progressivamente compromesso il potere d’acquisto che ha subito, a partire dal 2007, una costante erosione”.

“La povertà è così diffusa che, nel tempo, si è immaginato di poter arginare con misure sperimentali e una tantum, quali la social card e il Sia e per il cui contrasto il governo mette oggi in campo un fondo per la lotta alle povertà e all’esclusione sociale che, per quanto significativo, non potrà garantire l’introduzione di una misura universalistica – ha proseguito - . La scarsità di risorse induce ad una gradualità negli interventi, gradualità che ha connotato anche le recenti misure dei cantieri di cittadinanza e che riguarderà anche la nuova misura regionale del Red (reddito di dignità) che dovrà necessariamente operare una restrizione della platea dei beneficiari in ragione del pacchetto risorse disponibili”.

E ancora: “Il processo di  programmazione  delle risorse dei singoli enti locali  è oggi favorito dall’introduzione di due nuovi strumenti: il nuovo schema di bilancio e il Dup (documento unico di programmazione ) che possono generare risposte efficaci e mirate ai tanti bisogni e alle tante specificità territoriali, operando inoltre, sul fronte della fiscalità locale, un alleggerimento di quella pressione che ha fino ad oggi pesantemente gravato su redditi e pensioni. Una pressione fiscale cui non sempre ha fatto da contrappeso la giusta qualità e quantità dei servizi pubblici erogati. Su questo versante la legge di stabilità presenta per il 2016 diversi aspetti positivi, rispondenti alle richieste avanzate dalla Cisl nella sua proposta di legge di iniziativa popolare su fisco e previdenza”.

“È stata infatti annullata l’imposizione sull’abitazione principale e operato il contenimento degli incrementi della tassazione locale, sospendendo per il 2016 gli aumenti dei tributi e delle addizionali Irpef comunali e regionali, producendo un effetto positivo per i contribuenti ed interrompendo, così, la dinamica di crescita delle addizionali Irpef comunali e regionali, che nel periodo 2010 – 2013 avevano registrato un aumento pari a oltre il 33 percento – ha spiegato la sindacalista - . In questo quadro di contesto va collocata la bozza di determinazione delle aliquote, riduzioni e detrazioni Imu 2016 proposta dal Comune di Lecce che, come Cisl, consideriamo il primo pezzo di un più complesso puzzle, quello del documento unico di programmazione, su cui auspichiamo venga avviato nei prossimi giorni un serrato confronto con le parti sociali  preventivo alla delibera del bilancio di previsione 2016”.

Ada Chiriazzi, entrando nel merito del documento Imu, ha precisato che, in assenza di ulteriori dati a supporto delle singole misure proposte, la Cisl si limita ad offrire un contributo sulle priorità da perseguire: prime tra tutte il possibile incremento della detrazione Imu nei confronti dei soggetti svantaggiati che vede, invece, per l’anno in corso, la sola riproposizione delle aliquote 2015, nonché possibili nuove agevolazioni nei confronti di altre fasce deboli, tra cui giovani ed immigrati.

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“Tali interventi non vanno considerati misura a sé stante, ma da inserire  all’interno dell’ azione programmatoria del complesso delle  politiche sociali comunali e sovracomunali (di Ambito) – ha aggiunto -. Un approccio sistemico che deve connotare la totalità degli interventi, compresi quelli proposti in favore delle marine che devono essere inquadrati all’interno di una programmazione di ampio respiro cui sottenda un’idea di sviluppo sostenibile, con basso impatto architettonico, di consolidamento turistico del territorio, con precisi incrementi occupazionali. Una strategia insomma che riesca a coniugare sviluppo, territorio ed occupazione”.

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