Mercoledì, 28 Luglio 2021
Economia

Molino “Tandoi” nella morsa della crisi. Cassa straordinaria per un anno

La trattativa con il patron del Lecce, Tesoro, non è andata in porto. Si affacciano nello stabilimento nuovi imprenditori ma, intanto, 36 dipendenti usufruiranno degli ammortizzatori per un anno. Cgil: “Ognuno faccia la sua parte”

LECCE – Sfumata da settimane, ormai, la trattativa con il patron dell’Unione sportiva Lecce, Savino Tesoro,  nel molino “Tandoi” si respira la solita aria di crisi. Aggravata dalla richiesta di attivazione della cassa integrazione straordinaria per i 37 dipendenti dello stabilimento di Corigliano d’Otranto. L’accordo tra i sindacati di categoria Flai Cgil e Fai Cisl, Provincia di Lecce, azienda e Confindustria è stato siglato oggi nella sede della Provincia di Lecce di via Salomi.

Il ricorso agli ammortizzatori sociali che dureranno un anno (fino al 3 febbraio 2014), è legato ad una motivazione che lascia pochi dubbi. La richiesta di Tandoi spa è causata infatti da “un evento improvviso e imprevisto, relativo al protrarsi della situazione di forte contrazione di ordini e riduzione delle commesse, considerato che la situazione di crisi del settore alimentare ha ormai assunto carattere strutturale, per cui non è possibile fronteggiare la stessa con lo strumento della Cig ordinaria”.

Nessuna avvisaglia di chiusura dunque, per il sito produttivo dello storico molino che tuttavia non se la passa bene. I lavoratori sono impiegati a singhiozzo e la produzione procede su ranghi ridottissimi. Il prodotto di punta, il cous cous destinato all’esportazione in Israele, non giustifica, infatti, un regime a tempo pieno per tutti e 36 dipendenti.

Se il ricorso agli ammortizzatori sociali è finalizzato al rilancio di un’attività che ha ceduto il passo dopo la perdita delle principali commesse, Barilla ed Eurospin, i fratelli Filippo ed Adalberto Tandoi non sono rimasti con le mani in mano. A metà gennaio l’annuncio clamoroso di una partnership con Cereal T. srl, l’azienda costituita ad hoc dal re del calcio, che si diceva pronto a giocare la sua partita nel settore food.

Si era parlato di un progetto solido e forte, legato ad un piano di rilancio industriale. Ma la trattativa pare essere sfumata in sede di accordi economici. Tesoro si era detto interessato ad affittare lo stabilimento di Corigliano d’Otranto per tre anni, compresi macchinari ed l’uso dei marchi storici di pasta “Ambra e Pedone”. Ma “per un primo periodo pare richiedesse un affitto a titolo gratuito”, spiega il segretario Flai Cgil Antonio Gagliardi.

Ora all’orizzonte sembrano spuntare nuovi imprenditori interessati all’affare. La notizia, del tutto ufficiosa, corre nei corridoi dello stabilimento di Corigliano. Dove gli operai, reduci da una lunga occupazione a cavallo delle vacanze natalizie, sono attualmente impiegati in regime di rotazione.

Se il clima di “confusione” regna sovrano più che mai, il segretario Cgil lancia un monito: “Auspico che ognuno faccia la propria parte affinché questa situazione venga superata. L’incertezza viene alimentata non solo dall’assenza di certezze sul futuro dell’azienda, ma anche dalle difficoltà economiche dovute alla corresponsione delle retribuzioni, che arrivano con ritardo nonostante l’accordo presso la task force regionale dello scorso gennaio”.

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