Economia

Negozianti del centro: "Sindaco, siamo gli indignati"

Pasquale Tortella, commerciante leccese, portavoce della protesta dei negozianti. Con una lettera al primo cittadino, Perrone, hanno fatto sentire il loro grido in vista delle chiusure nei festivi

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LECCE - Trovano che abbassare le serrande dei negozi durante il dì di festa, fino al periodo natalizio, non deve essere la migliore delle idee. Una deroga comunale che gli "indignati" del centro storico di Lecce reputano contraddittoria rispetto alle linee politiche già attuate da buona parte delle città d'arte dello stivale. Una decisione che in una lettera indirizzata al primo cittadini, Paolo Perone, dichiarano essere contraria ai principi europei di libertà e alla stessa imminente legge che entrerà in vigore il prossimo primo gennaio che consentirà l'apertura agli esercizi dei luoghi d'interesse turistico, al servizio dei vacanzieri.

A farsi portavoce del malcontento, che ora ha preso forma in un comitato spontaneo, quello degli "indignati del centro storico", Pasquale Tortella: " una soluzione deleteria per gli interessi di quei cittadini -imprenditori che popolano e lavorano nel centro storico. Il centro storico leccese è l'unico fulcro di attività imprenditoriale al servizio del settore turismo, trainante per l'economia cittadina, che forse alcuni dimenticano in prossimità delle esigenze delle varie campagne elettorali. Noi vorremmo offrire qualche argomento di riflessione: è giusto che una città d'arte, quale quella leccese, ormai grande meta di numerosi turisti, si offre chiusa in giornate importanti come quelle festive e domenicali? (Preda di venditori abusivi e "taroccari"). Va davvero incontro agli interessi dei lavoratori impedire alle imprese commerciali non solo un'occasione di affari, ma anche ad un contributo alla vitalità della nostra città e ad un autentico servizio a quanti la visitano, che incoraggi loro a parlare bene di noi nel mondo? "

Un'amarezza che traspare anche da ulteriori parole di denuncia: "Ridare slancio al territorio e all'economia attraverso politiche nuove, che incentivino e sostengano i consumi e il turismo, non significa forse garantire più sviluppo ed occupazione per tutti? Qui sta il senso di restare aperti nelle festività".


L'idea è quella di ridare slancio al commercio cittadino in un momento di pesante crisi finanziaria, certo, ma anche creare nuove propulsioni all'occupazione nel territorio. "Ovviamente questo va fatto salvaguardando il diritto al riposo e la conciliazione dei tempi del lavoro e della vita personale e famigliare. Una sana concertazione con i veri attori (non attraverso telefonate e riunioni con sigle) fra rappresentanze imprenditoriali operanti nel centro storico e sindacali, potrà generare modalità innovative e condivisibili" ha concluso Tortella. Confidando in una risposta del sindaco Perrone.

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