Economia

Niente pagamenti per le cartelle. I Consorzi di bonifica tirano un sospiro di sollievo

Cartelle sospese per il 2016 e le richieste per i due anni successive sono rimandate. Si chiude una lunga parentesi di proteste scatenata dalla mancata erogazione di servizi

In foto: la protesta di Agrinsieme sollo Palazzo dei Celestini a Lecce

LECCE - Niente cartelle di pagamento per il 2016 mentre per le richieste per i due anni successivi, relative ai contributi consortili, sono rinviate a data da destinarsi.

Gli associati dei consorzi di bonifica salentini, Ugento Li Foggi e Arneo, che sul punto avevano ingaggiato una irriducibile battaglia, possono tirare un sospiro di sollievo.

Agrinsieme Puglia (il coordinamento che riunisce le federazioni regionali di Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari) dal canto suo incassa un importante risultato: “Il commissario unico dei Consorzi di bonifica, Alfredo Borzillo ha accolto le nostre istanze, pur con modalità discutibili”.

“Finalmente un passo concreto che porta una boccata di ossigeno agli agricoltori pugliesi”, commentano i referenti di Agrinsieme che avevano rappresentato al commissario e all’assessore regionale, all’agricoltura Leonardo Di Gioia, le difficoltà di un intero comparto, a causa di una serie di problematiche che affliggono gli agricoltori della Regione.

Tra queste si contano la xylella, le gelate e le congiunture dei mercati che producono “effetti devastanti in danno alle aziende sono difficoltà che in aggiunta ai balzelli dei contributi dei consorzi  avrebbero provocato una tempesta perfetta”.

Da sempre Agrinsieme, al pari delle altre associazioni di categoria, aveva chiesto al commissario di non richiedere i pagamenti dei contributi consortili per servizi mai realizzati.

Secondo il Consorzio, infatti, nei territori in cui insistono le aziende agricole non sono state realizzate alcun tipo di opere: “A ciò bisogna aggiungere gli effetti della dispersione elevatissima della rete attribuibile anch’essa alla mancata manutenzione ordinaria e straordinaria di impianti vetusti e datati. Per tali ragioni la richiesta di pagare un contributo appariva pretestuosa oltre che illegittima”.

“Auspichiamo pertanto una rivisitazione dei piani di classificazione, facendo un distinguo fra le aziende agricole, le aree demaniali e le aree dei privati e quelle di competenze dei comuni. Stiamo parlando di opere pubbliche a salvaguardia della tutela ambientale che necessariamente devono essere a carico del ‘proprietario’, nel caso di specie la Regione Puglia, e non certo a carico delle aziende agricole, già vessate e al collasso”, conclude il coordinatore Tommaso Battista.  

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