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(@TM News/Infophoto)

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Caos per l’appalto mense degli ospedali: “Intervenga il direttore della Asl”

Il problema occupazionale riguarda gli operatori del nosocomio di San Cesario e l'ancora di salvezza potrebbe essere il nuovo bando di gara che tarda ad essere pubblicato. Cgil:"Velocizzare i tempi per evitare la disoccupazione"

LECCE - Il piano di rientro sanitario, una specie di patto (anche se qualcuno, nel 2010, lo definì un “ricatto”) firmato dalla Regione Puglia e dall’allora governo Berlusconi, non sta tardando a far sentire i propri effetti sulla gestione territoriale dei presidi ospedalieri. Se il governo di via Capruzzi ha colto la palla al balzo per presentare una strategia di riordino degli ospedali, con annesse chiusure, ridimensionamenti e valorizzazioni di alcuni reparti, più di qualcosa non fila per il verso giusto.

Ed il nosocomio di San Cesario di Lecce è solo l’ultimo, in ordine di tempo, ad essere interessato da un problema di gestione interna: ne dovevano fare un polo d’eccellenza per la riabilitazione, con aumento dei posti letto fino alle 100 unità. Al momento, invece, i degenti ricoverati non sono più di 40. E la bomba occupazionale degli addetti al servizio mensa (data la contrazione del numero dei pasti quotidiani) è sul punto di esplodere. L’azienda Rr Puglia, da due anni, tiene 5 persone in cassa integrazione e prevede di dare la copertura degli ammortizzatori sociali, fino al 60 per cento del monte orario, ad altri 10 colleghi.

Ma a fine anno, quando scadrà la copertura economica assistenziale, “ne vedremo delle belle”, commenta amareggiato il referente Cgil Mirko Moscaggiuri. Il rischio cui vanno incontro gli operatori è di trovarsi tagliati fuori dal suddetto circuito lavorativo, in attesa dell’espletamento della nuova gara per l’affidamento del servizio. Il nuovo bando dovrebbe, infatti, prevedere novità importanti che, per il sindacalista, rappresentano l’ancora di salvezza: “Innanzitutto la tipologia del servizio verrà uniformata in tutti gli ospedali e gestita da un unico committente. Presso il “Vito Fazzi” di Lecce, infatti, il servizio mensa è in appalto all’azienda La Cascina ed i lavoratori non possono transitare da un presidio all’altro”.

Ma il bando è fermo presso l’Agenzia regionale sanitaria da un bel po’ e non si hanno notizie sulla data di pubblicazione della gara. Dopo il presidio di protesta organizzato ieri mattina presso la direzione generale di via Miglietta, i lavoratori sono tornati a chiedere di parlare direttamente con il direttore generale della Asl Valdo Mellone che, da parte sua, ha le mani legate per effetto del blocco del turn over.

“Se non si velocizzano i tempi, gli addetti alle mense rischieranno di restare disoccupati a lungo e, forse, di non riuscire a transitare nel nuovo appalto”, aggiunge Moscaggiuri. Ed il problema occupazionale potrebbe ripresentarsi, identico, dopo la prevista chiusura dell’ospedale di Campi Salentina.

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