Economia

Nursind denuncia: “Alla Asl Lecce mancano 129 infermieri professionisti”

Il sindacato infermieristico, attraverso il segretario provinciale Accogli, si appella all'assessore alla sanità regionale: "Il turn-over penalizza il cittadino al diritto alla salute e aggrava di carico i lavoratori in servizio"

LECCE – “All’Asl di Lecce, mancano 129 professionisti infermieri”. È questa la denuncia del Nursind, il sindacato infermieristico, attraverso il segretario provinciale, Graziano Paolo Accogli. Quest’ultimo si appella all’assessore alla sanità della regione Puglia, Tommaso Fiore, sottolineando come il turn-over penalizzi il cittadino “al diritto alla salute” ed aggravi “di ulteriore lavoro gli infermieri in servizio”.

Dopo l’iniziativa dirigenziale della Asl Lecce verificatasi nella sezione donne del reparto di ortopedia del “Vito Fazzi” di Lecce, chiusa per carenza di infermieri, scende in campo il sindacato degli infermieri che con una nota in cui si chiede se sia il preludio alla distruzione del diritto alla salute per i cittadini pugliesi. La prospettiva temuta, infatti, è quella di vedere l’ospedale di riferimento provinciale e regionale ridotto come i vecchi sanatori dei primi del 900, “con pazienti accalcati come formiche nell’ala di degenza maschile del reparto di ortopedia”.

“La mal gestione di denaro pubblico nella sanità – dichiara il segretario - sta portando ad una sottrazione di servizi per i cittadini, le decisioni intraprese ad oggi per risanare gli sperperi effettuati ricadono sui soliti noti. Gli infermieri esausti e spremuti come arance non possono, anzi non devono ammalarsi o infortunarsi sul lavoro, pena far pesare sugli stessi le conseguenze della chiusura dei reparti”.

Alla Asl, dunque, mancherebbero 29 professionisti infermieri per garantire livelli minimi di assistenza nonostante la chiusura dei tanti ospedali della provincia di Lecce e la riduzione dei posti letto. Al 31 dicembre 2011 sono andati in pensione un numero come 370 infermieri che causa del blocco delle assunzioni non verranno sostituiti: “Questo – spiega Accogli - lo assicura il Direttore generale della Asl -, abbiamo paura che l’enorme ed eccessivo carico di lavoro ricadente sugli infermieri in servizio attivo sia causa di stress e disagio psicofisico che porta il professionista a non garantire un’assistenza di qualità con rischi di errori professionali”.

Penalizzati su tutto, dunque, dagli stipendi ai carichi di lavoro, sino all’indennità, per un senso di frustrazione che ha oggi il suo apice nel “mancato riconoscimento di lavoro usurante e nell’allungamento dell’età pensionabile”: “Come è pensabile – prosegue il segretario - che una donna (la categoria è composta per l’80% da personale femminile) possa esprimere la sua massima professionalità oltre i 60 anni quando la fatica fisica le ha già usurato la spina dorsale e la tecnologia richiede prontezza d’azione e di elaborazione dati? Come possiamo essere impiegati nell’assistenza diretta 24 ore su 24 nei reparti o a turni nelle sale operatorie fino a 66 anni considerando il blocco del turn over e la difficoltà di conciliare la vita familiare con il lavoro? Come possiamo pensare che a un infermiere di 65 anni gli si chieda di lavorare 60 notti l’anno e non consideralo usurato? Vivremo fino a quell’età oppure cederemo sotto le complicanze infauste descritte in diversi studi clinici sugli esiti di questo lavoro particolarmente delicato?”

Sono queste le domande che il Nursind pone alla politica: “Siamo ancora qui – conclude Accogli - ad appellarci all’assessore alla salute della Regione Puglia Fiore affinché risolva il problema infermieristico alla Asl di Lecce con assunzioni di nuovi professionisti tramite mobilità volontaria senza ulteriori costi e spese per fare concorsi pubblici”. abbiamo voluto che il Vito Fazzi fosse un polo di eccellenza con tutte le caratteristiche connesse a tali ruolo e funzione. Perché questo obiettivo possa essere raggiunto però è necessario superare gli annosi problemi che riguardano la struttura e che continuano a essere presenti nella loro gravità.

Capone ai vertici Asl: “Serve la massima coesione per il bene del Fazzi”

Loredana Caponecapone-9-2-2-3, vicepresidente della Regione Puglia, interviene in merito alla vicenda del sottodimensionamento del personale all’interno dell’Asl di Lecce, scrivendo al direttore sanitario, Ottavio Narracci, e al direttore generale, Valdo Mellone, ribadendo le carenze sia in termini di risorse sia di infrastrutture ed attrezzature: “Basti pensare – afferma -, per citare solo qualche esempio, all’ampliamento di chirurgia non ancora realizzato, alla mancanza di attrezzature indispensabili alla funzionalità di tanti reparti, e a ancora al pronto soccorso, al 118”.

“La crisi economica generale, la cattiva gestione della politica nazionale di questi anni e il piano di rientro sanitario della Regione Puglia, indispensabile per poter acquisire il trasferimento nazionale di 500 milioni di euro , richiedono – spiega - sforzi straordinari da parte di tutti. E’ opportuno più che mai oggi, affinché possa esserci la migliore utilizzazione delle risorse umane e strumentali, che vi sia la massima coesione tra dirigenti, medici, infermieri e personale amministrativo e sanitario tutto. Per queste ragioni vi chiedo di avviare al più presto momenti di confronto a partire da quello con i primari dell’area chirurgia che avanzano proposte urgenti ed indifferibili per ridurre le liste d’attesa. E ciò perché possano essere assunte decisioni pubbliche e trasparenti  per la risoluzione dei problemi presenti nel Fazzi”.

“Conosco lo sforzo – precisa la vicepresidente della Regione - che state facendo e vedo chiara l’importanza di tutte le risorse europee disponibili sull’asse 3 per rendere efficiente ed efficace la gestione. Ora occorre, però, un supplemento d’impegno. Lo chiedo soprattutto per tutelare il vostro buon nome e la vostra professionalità, sempre più spesso messa ingiustamente in un angolo dalla politica, che cerca di intervenire strumentalmente e a gamba tesa su questioni in cui dovrebbe essere alleata e non gioire se le cose non vanno nel migliore dei modi”.

 

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