Mercoledì, 4 Agosto 2021
Economia

Ombre sul futuro dello sportello bancario. L'insurrezione dei correntisti

La filiale della Banca di credito cooperativo starebbe valutando per ragioni di antieconomicità il trasferimento a Castromediano, frazione di Cavallino. Insorgono i clienti in un comitato spontaneo. Ma è mistero sulla delibera

La filiale

OTRANTO – La banca si “trasferisce” da Otranto a Castromediano ed insorgono soci e correntisti. È quanto starebbe accadendo in questi giorni alla filiale della Banca di credito cooperativo di Terra d’Otranto, presente nella città dei Martiri, dove si sta facendo sempre più insistente l’ipotesi di un cambiamento di sede dello sportello nella frazione di Cavallino. Secondo fonti interne, l’atto sarebbe già stato deliberato dal consiglio di amministrazione, ma non reso pubblico. Sarebbe, per l’appunto: il condizionale, per i clienti, resta una speranza.

Intanto, la notizia non ha lasciato indifferenti soci e dei correntisti, che hanno costituito un comitato spontaneo che contrasti questa decisione e perori la causa del mantenimento in loco della filiale. Viene messa in dubbio la ragione che sottenderebbe a questa scelta della banca, ossia una presunta “antieconomicità” della filiale idruntina, che determinerebbe perdite: a “favore” delle ragioni del comitato ci sarebbero i numeri, come i circa 800 clienti (provenienti anche da Uggiano La Chiesa, Palmariggi, Minervino, Giurdignano, Muro Leccese e Botrugno) e i 15milioni di euro di montante.

Pertanto, in una lettera, indirizzata al consiglio di amministrazione, il comitato, oltre a criticare il fatto “in sé deprecabile” del mancato coinvolgimento dei soci nella decisione, ritiene semmai antieconomica l’apertura di una nuova filiale, visto che comporterà la pressoché totale chiusura dei rapporti correntizi in essere nell’hinterland otrantino. Inoltre, in questa fase storica, appare incomprensibile la chiusura di uno sportello già avviato, con una sua dimensione di fatturato consolidato, localizzato in uno dei centri più rinomati del Salento, per “una scommessa al buio”, in una realtà periferica che strutturalmente avrà necessità di investimenti per trovare il suo spazio di clientela, per affermarsi e “fare utili”.

“Il tutto – precisano dal comitato - in anni di crisi e recessione e di contrazione dei risparmi e dei consumi. Ci permettiamo di dubitare sulla convenienza e lungimiranza di questa scelta ‘strategica’”. L’antieconomicità ed inappetibilità della piazza idruntina sarebbe smentita ancora dall’arrivo negli ultimi anni sul territorio di istituti bancari di rilevanza nazionale e regionale (oltre alla presenza delle Poste italiane), con le loro filiali. Peraltro, la sconvenienza di spostarsi a Castromediano troverebbe l’ennesima conferma nella decisione della Monte dei Paschi di deliberare la chiusura della filiale leccese.

Otranto, in questi anni, secondo quanto raccontano dal comitato è stata sempre trattata come la “Cenerentola” tra le filiali della Bcc di Terra d’Otranto, senza una vera politica di attenzione ed investimento su di essa e sul territorio precipuo: “Se qualche risultato si è determinato – spiegano - è stato grazie all’opera dei vari preposti che si sono susseguiti e dei singoli soci che si sono prodigati a diffondere lo spirito mutualistico e le finalità della Banca stessa, senza che l’Istituto abbia fatto ricadere risultati significativi sul territorio di Otranto”.

Nonostante alcune difficoltà logistiche oggettive, la risposta della clientela è stata incoraggiante. Per questo, si assisterebbe all’ennesimo “tradimento” delle Bcc, dopo la svendita alla Banca popolare pugliese della “positiva tradizione della Cassa rurale ed artigiana di Otranto”: “Paradosso dei paradossi – scrivono -, Otranto verrebbe tradita proprio dal consiglio di amministrazione nei confronti del quale i soci idruntini hanno espresso la pressoché totale fiducia all’ultima tornata elettorale”.

Il comitato chiede, inoltre, una comparazione con le altre filiali (Lecce, Carmiano o Melendugno) per verificare se, a fronte degli investimenti fatti dalla banca nel suo insieme in quelle realtà in termini di strutture realizzate, di personale assunto o di sostegni a quei territori, i risultati prodotti siano all’altezza degli sforzi effettuati.

Alla luce dei fatti, viene chiarito l’invito al Cda a rivedere, laddove avesse già deliberato in tal senso, l’intenzione di chiudere la filiale idruntina e a convocare, in tempi brevi, un tavolo speciale con soci e clienti, per discutere sulle linee strategiche che riguardano lo sportello. In buona sostanza, l’intenzione non è solo quella di dire no alla chiusura, ma rilanciare gli investimenti sulla piazza otrantina. Il comitato, intanto, starebbe trattando con altri istituti, presenti sul territorio, per il passaggio dei clienti nel caso la Bcc dovesse rimanere ferma nella sua intenzione. Intanto, sull'esterno della filiale è apparso un cartello giallo inequivocabile "Affittasi".

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