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Lunedì, 20 Maggio 2024
Economia

Cassa integrazione straordinaria, nel Salento la richiesta cresce di 11 volte

Secondo i dati del primo bimestre del 2015 la provincia di Lecce è la settima in Italia. Dimezzato invece il monte ore quella ordinaria e per la cassa in deroga. Per Giannetto, della Uil, la strategia del governo rischia di ampliare il bacino dei disoccupati

LECCE – Nei primi due mesi del 2015 le ore di cassa integrazione richieste dalle aziende salentine sono aumentate del 42 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In valori assoluti si tratta di 941mila 824 a fronte delle 660mila 621 del 2013. E’ il settore industriale ad assorbire quasi tutto il monte ore, seguito dall’edilizia e dal commercio.

L’impennata si è manifestata – spiega l’Osservatorio politiche del lavoro della Uil di Lecce – esclusivamente per la gestione straordinaria la cui domanda è aumentata di undici volte mentre per quella ordinaria e per la cassa in deroga si è praticamente dimezzata.

Nel periodo preso in considerazione la provincia di Lecce si colloca al settimo posto tra quelle italiane – dopo L’Aquila, Messina, Rimini, Livorno, Caltanissetta, Asti e Genova - ed è in testa a quelle pugliesi nella maggior parte delle quali si registra un calo, a parte il Brindisino dove c’è una crescita del 28 per cento.  

Il segretario della Uil Lecce, Salvatore Giannetto, commenta così la diminuzione delle ore di cassa in deroga: “Certamente questo ‘crollo’ sembra essere dovuto più all’assenza di risorse ad hoc piuttosto che all’uscita dalla crisi delle aziende che ne fanno ricorso. E la preoccupazione maggiore è che, se si intenderà riformare il sistema della cassa integrazione secondo le intenzioni del governo, e cioè riducendone i periodi di durata, non solo si correrà il rischio di una anticipazione dell’ingresso dei lavoratori nelle fila dei disoccupati, con inevitabile ampliamento del bacino, ma anche di non poter garantire sostegno alle imprese che tentano, ancora, di desistere alle difficoltà senza licenziare. Siamo quindi in presenza di un sistema che se non ben congegnato e concepito, produrrà un forte allarme sociale”.

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