Partite Iva nel Salento, una su tre è aperta da un libero professionista

È questo quanto emerge da un'analisi dell'Osservatorio di Confartigianato imprese Lecce, che ha "incrociato" i dati del dipartimento delle finanze del ministero. Per Amedeo Giuri, un segnale di "vitalità del tessuto economico"

@TM News/Infophoto

LECCE - Una partita Iva su tre è aperta da un libero professionista. È questo quanto emerge da un’analisi dell’Osservatorio economico di Confartigianato imprese Lecce che ha “incrociato” i dati del Dipartimento delle finanze del ministero dell’economia e quelli di Unioncamere.

Nel Salento, nel primo semestre, sono state aperte 5.305 partita Iva, di cui 1.612 (pari al 30 per cento) da parte di professionisti e 3.693 (pari al 70 per cento) da parte di imprese. I “numeri” delle altre province pugliesi sono riportati nella tabella di sotto. In tutta la regione, sono state aperte 22.933 partita Iva, di cui 7.440 (pari al 32 per cento) da parte di professionisti e 15.493 (pari al 68 per cento) da parte di imprese.

“Questi dati dimostrano una certa vitalità del tessuto economico salentino - commenta il direttore di Confartigianato imprese Lecce, Amedeo Giuri -, vedremo nei prossimi mesi se, con la riforma Fornero, sarà cambiato qualcosa”. Per “smascherare” le partite Iva “fittizie” (cioè quando si vuole nascondere un rapporto di lavoro subordinato), la riforma considera “vere” quelle che hanno un reddito annuo lordo superiore a 18mila euro.

I lavoratori non possono avere collaborazioni che superano gli otto mesi all’anno e percepire, da uno stesso datore, un corrispettivo che rappresenti più dell’80 per cento dei ricavi complessivamente incassati dal collaboratore. La riforma, dunque, fa scattare l’assunzione se l’80 per cento del reddito arriva dalla stessa azienda, perché se supera questa percentuale, molto probabilmente, si tratterà di un dipendente “mascherato”.

Qualora l’utilizzo della partita Iva sia “improprio”, il rapporto si considera una collaborazione coordinata e continuativa, con la conseguenza che, mancando il progetto, si trasforma in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato sin dalla data di costituzione. Le nuove disposizioni sono già in vigore dal 18 luglio scorso, mentre per i rapporti in corso, tali disposizioni si applicheranno decorsi dodici mesi dall’entrata in vigore della legge, cioè dal 18 luglio 2013.

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