Mercoledì, 4 Agosto 2021
Economia

Piano paesaggistico regionale, ingegneri leccesi dettano gli emendamenti

L'assemblea professionale ha approvato le relazioni del presidente, Daniele De Fabrizio, e del consulente giuridico, Pietro Quinto, in cui si chiedono alcune decisive variazioni al Pptr, vista la valenza "politica" delle scelte

Tecnici nell'incontro con l'assessore Barbanente

LECCE - L’assemblea degli ingegneri, iscritti all’Ordine professionale di Lecce, a conclusione dei lavori del convegno sul Piano paesaggistico territoriale regionale, all’unanimità, ha approvato le relazioni del presidente, Daniele De Fabrizio, e del consulente giuridico, avvocato Pietro Quinto.

In linea preliminare, si condivide la proposta già formulata all’interno della Commissione consiliare di modificare la l.r. 162/2009, attribuendo la competenza per l’approvazione definitiva del Pptr al consiglio regionale, in considerazione della valenza programmatica del piano, dei contenuti fortemente "politici" delle scelte operate.

Per questo, l'ordine chiede che la giunta regionale, in sede di riadozione del piano, accetti alcuni emendamenti: per i territori costieri, fatta eccezione per le aree escluse dal vincolo ex art. 142, l'articolo 45 propone una sostanziale inedificabilità assoluta, riguardante però anche aree già classificate come edificabili e con trasformazioni in atto negli strumenti urbanistici generali vigenti. Questa categoria, secondo l'ordine, merita una disciplina differenziata, "illegittimamente mancante".

Quanto all'area di rispetto di boschi, si chiede di ammettere, attraverso una verifica puntuale, una diversa modulazione e riduzione della fascia di rispetto di 100 metri. Richiesta la modifica dell'articolo 91: è abrogata, al comma 9, la limitazione della salvezza dei soli «territori costruiti» per i quali sia stato ottenuto l’attestato di coerenza e non anche per i territori costruiti, approvati per il decorso del termine di 60 giorni ai sensi dell’articolo 5.05 del Put.

All'articolo 105, sulle norme di salvaguardia, viene proposta l'abrogazione del 2° comma dell’art. 105); quanto all'articolo 104, sull'aggiornamento e revisione, per il procedimento di rettifica di errate localizzazioni o perimetrazioni dei beni paesaggistici o degli ulteriori contesti occorrerebbe prevedere la definizione del procedimento di rettifica nel termine perentorio di 15 giorni dall’istanza, e, quindi, l’approvazione per silenzio.

In virtù del principio di proporzionalità e ragionevolezza riconoscere una flessibilità applicativa dell’art. 59, punto 4, aggiungendo il seguente comma all’articolo 104: "La medesima procedura di cui al comma 1 si applica altresì alle proposte documentate di riduzione delle aree di rispetto dei boschi di cui al precedente art. 59, punto 4), in relazione a situazioni fattuali consolidate nella loro strutturazione e totale estraneità rispetto alla superficie boscata, fino ad un minimo assoluto di 50 metri”.

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