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Martedì, 31 Gennaio 2023
Economia

Piano paesaggistico regionale blocca progetti in corso? Architetti chiedono ascolto

L'avevano già sollevata la loro preoccupazione in seguito all'adozione del Piano paesaggistico territoriale regionale. Ed ora organizzano una serie di incontri monotematici, sei in tutto, per fare il punto sulla situazione dopo l'approvazione del Piano

LECCE – L’avevano già sollevata la loro preoccupazione in seguito all’adozione  del Piano paesaggistico territoriale regionale. Strumento che se da una parte mette una serie di paletti edilizi per evitare scempi ambientali in Puglia, dall’altra blocca in parte e rende comunque incerto il destino di quei progetti in corso d’opera che ora rischiano di essere bloccati e riconsegnati indietro ai legittimi proprietari dei terreni. E chi ne risentirebbe maggiormente non sono solo i costruttori e tutto il comparto dell’edilizia,  ma anche chi firma le carte, progetti e quant'altro: dagli agronomi, ai geometri, ai geologi, agli ingegneri e non certo ultimi gli architetti. 

I quali hanno pensato di organizzare sei incontri con un unico tema: "Il Piano paesaggistico territoriale regionale". Partirà infatti lunedì prossimo 7 ottobre, con appuntamento a Galatina, alle 18, presso la sala “Contaldo” del Palazzo della Cultura, la fase di ascolto ed approfondimento promossa e organizzata dal Consiglio dell’Ordine degli Architetti Ppc di Lecce, che per l’occasione ha scelto di ‘decentrare’ gli appuntamenti nelle sei aree individuate dai Gruppi territoriali.

Dopo Galatina, dunque, secondo un calendario già diffuso agli iscritti e pubblicato sul sito dell’Ordine, gli incontri proseguiranno, tutti con inizio alle 18, martedì 8 ottobre a Nardò, sala “Paolotti” della Chiesa di San Francesco da Paola;  mercoledì 9 ottobre a Maglie, sala consiliare del Municipio; venerdì 11 ottobre a Gallipoli, Sala dell’ex Mercato Coperto; lunedì 14 ottobre a Tricase, Scuderie del Palazzo Gallone; martedì 15 ottobre a Lecce, presso la sede dell’Ordine, Galleria Piazza Mazzini, Lecce.

 “Dopo l’adozione da parte della Regione Puglia del Piano paesaggistico territoriale - si legge nell’invito - si rende opportuna, alla luce delle importanti innovazioni che il Piano contiene, e necessaria, alla luce delle Norme transitorie e delle Norme Tecniche di Attuazione, una fase di ascolto ed approfondimento da parte di noi tutti. 

Un approfondimento opportuno anche in considerazione dell’intenso dibattito che l’approvazione del Piano ha generato, della discussione emersa nel corso degli incontri promossi dalla Regione a Foggia, Bari, Lecce, dei differenti punti di vista che si sono articolati nelle sedi preposte e sulla stampa, delle differenti prese di posizione di tecnici, docenti, giuristi, uffici tecnici, rappresentanti degli Enti territoriali e, ultima ma non ultima, di quella assunta congiuntamente, in sede regionale, dalle Federazioni e Consulte di architetti PPC, ingegneri, agronomi, geometri”.

E ancora: “La natura degli incontri non è naturalmente politica ma, nello spirito di collaborazione istituzionale, eminentemente tecnica e disciplinare. Ridurre il consumo di suolo, tutelare e preservare il paesaggio, avviare azioni sempre più incisive di rigenerazione urbana, facendo della rigenerazione l’elemento prioritario nella costruzione di nuovo paesaggio, sono tutti punti intorno a cui si articola da tempo anche la nostra visione. Condividiamo i principi che ispirano il Piano, le norme di salvaguardia, la filosofia complessiva. Pur tuttavia lo snodo centrale, da approfondire puntualmente, è il modo in cui si articolano e si declinano principi ispiratori, norme tecniche di attuazione, realtà territoriali, azione delle norme transitorie”. 

“L’obiettivo del percorso di approfondimento è evidente”, rimarca Massimo Crusi, presidente dell’Ordine, “anche in relazione alla natura comprensoriale degli incontri. Quel che ci preme è ascoltare il punto di vista di quanti, negli uffici tecnici, nelle commissioni paesaggistiche, negli studi privati, devono misurarsi con la complessità di questo strumento.

Il Pptr è uno strumento prezioso, che deve poter vedere la luce. Il punto nevralgico è, se mai, giungere ad un Piano  quanto più possibile coerente, proprio dal punto di vista della salvaguardia e del vincolo, con lo stato dell’arte del territorio. Questo è uno strumento soprattutto disciplinare e normativo, ed è bene, lo abbiamo ripetuto più volte, che la pianificazione non rischi di essere decisa nelle aule dei tribunali”. 

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